Giovani in primo piano per raccontare la “Generazione selfie”

Al Palladium il momento conclusivo del progetto ideato dalla Fondazione con il Dams di Roma Tre per raccontare il rapporto tra adolescenza e web

Indagare e raccontare attraverso il proprio sguardo artistico il controverso rapporto tra adolescenza e web. Sono cento, in tutto, i giovani studenti, provenienti da 13 diversi istituti di istruzione superiore del Lazio, che si sono cimentati nella sfida, partecipando a “Generazione Selfie”, il progetto ideato dalla Fondazione Roma Tre Teatro Palladium in collaborazione con il Dams dell’Università Roma Tre e realizzato con il contributo della Regione Lazio nell’ambito degli interventi annuali per sostenere l’accesso dei giovani allo spettacolo dal vivo, in sinergia con le istituzioni scolastiche. Un’iniziativa che si è conclusa ieri, 20 dicembre, con una restituzione pubblica del lavoro svolto con i ragazzi trasmessa in streaming sul canale YouTube del Teatro Palladium.

«Nonostante lo stop alle attività di spettacolo dal vivo, abbiamo scelto di non arrestare il nostro dialogo e scambio con le scuole – ha commentato Luca Aversano, presidente della Fondazione teatrale universitaria -. Lavorare con gli studenti in questo periodo di sospensione è come dissodare le zolle di inverno: si opera sperando di poterne raccogliere i frutti appena la stagione tornerà». Insomma, le tante incognite che pesano oggi sul futuro del teatro non hanno impedito il raggiungimento dell’obiettivo principale del progetto, svoltosi totalmente in modalità online sulla piattaforma Zoom: coinvolgere i ragazzi nei settori che caratterizzano la realizzazione di un evento culturale e avvicinarli «alle più varie pratiche creative, ponendo loro nuove sfide ma anche possibilità di sperimentazione attraverso gli strumenti digitali».

Drammaturgia e scrittura; recitazione, danza e musica; ideazione identità grafica di progetto e, infine, videomaking: sono stati questi i laboratori che ciascun giovane ha potuto scegliere in base alle proprie attitudini e inclinazioni personali. «Il percorso compiuto dai ragazzi non aspira a essere qualcosa di totalmente compiuto che si esaurisce nella rappresentazione finale – ha spiegato Alessandra De Luca, una delle curatrici di “Generazione Selfie” -.  Ci è sembrato giusto lasciare aperto un canale di riflessione individuale e collettivo, visto anche i limiti posti dal distanziamento». Un processo artistico incompiuto ma vivo che si è tradotto in un percorso immersivo alla scoperta di nuove prospettive e risorse creative.

«Mi sono trovato a lavorare su una rappresentazione della realtà nella quale i ragazzi erano molto più esperti di me – ha raccontato il drammaturgo Andrea Cosentino, alla guida del laboratorio di scrittura -. L’unico apporto è stato quello di far prendere coscienza dei mezzi che si stavano utilizzando». Gli fa eco Francesco Ciccone, che ha invece diretto il laboratorio di videomaking: «Il percorso si è articolato in due momenti: il primo la consapevolezza rispetto allo strumento che era nelle loro mani; il secondo la ricerca, primo importante passo nel percorso di formazione permanente».

Durante l’evento online – che ha visto la presentazione di cortometraggi scritti, interpretati (molti da case diverse), girati, montati e musicati dai partecipanti – hanno preso la parola anche alcuni giovani. Come Gaia: «È stato stimolante confrontarmi con persone che avessero la mia stessa passione per la recitazione. Ad oggi il nostro desiderio più grande – ha confessato – è quello di poter tornare al più presto a teatro». C’è poi Jd Almadrones del laboratorio di scrittura: «Abbiamo dato libero sfogo alla nostra fantasia – ha raccontato -. Il rapporto tra apparenza e realtà è stato centrale nei lavori». Ed è proprio intorno a questo nucleo tematico che si sono sviluppati i corti: alcuni centrati sulle insicurezze tipiche dell’età adolescenziale, altri invece sugli aspetti comici ma anche drammatici della didattica a distanza. L’evento si è concluso con un video che ha raccolto i selfie più “autentici” dei ragazzi, quelli che li rappresentano al di là di ogni canone estetico imposto.

21 dicembre 2020