Giovanissimi, social e sfide estreme: i consigli della Polizia ai genitori

L’invito al dialogo e a segnalare immediatamente qualsiasi contenuto pericoloso. «I social non sono pericolosi in sé, è pericoloso l’uso che se ne può fare»

Balletti, canzoni e prove di abilità assolutamente innocue ma anche sfide più pericolose, come lo “Skullbreaker challenge”, con il quale si cerca di “rompere la testa” con uno sgambetto, fino a quelle in cui si chiede di legarsi una cintura al collo per provocare asfissia come nella “Blackout challenge”. Sono le “challenge” che circolano nei social tra gli adolescenti, come quella che solo pochi giorni fa a Palermo ha portato alla morte la piccola Antonella, 10 anni.

«I social non sono pericolosi in sé ma è pericoloso l’uso che se ne può fare lanciando sfide folli o accettandole anche a rischio della vita», si legge sul sito della Polizia di Stato, che propone anche alcuni piccoli consigli di buon senso destinati ai genitori degli adolescenti che potrebbero trovarsi di fronte a una di queste sfide. Anzitutto, parlare ai ragazzi delle nuove sfide che girano in rete in modo che non ne subiscano il fascino; «alcune challenge espongono a rischi medici (assunzione di saponi, medicinali, sostanze di uso comune come cannella, sale, bicarbonato), altre inducono a compiere azioni che possono produrre gravi ferimenti a sé o agli altri (selfie estremi, soffocamento autoindotto, sgambetti, salti su auto in corsa, distendersi sui binari)».

Ancora, «assicuratevi che abbiano chiaro quali rischi si corrono a partecipare alle sfide online – è il suggerimento della Polizia -. I ragazzi spesso si credono immortali e invincibili per una immaturità delle loro capacità di prevedere le conseguenze di ciò che fanno». Di qui il consiglio di monitorare navigazione e uso dei social, «anche stabilendo un tempo massimo da trascorrere connessi». Infine, «mostratevi curiosi verso ciò che tiene i ragazzi incollati agli smartphone: potrete capire meglio cosa li attrae e come guidarli nell’uso in modo da essere sempre al sicuro».

Ai genitori e non solo va, da ultimo, l’indicazione di segnalare subito alla Polizia postale, anche sul sito del commissariato di ps online, «se trovate in rete video riguardanti sfide pericolose, se sui social compaiono inviti a partecipare a challenge, se i vostri figli ricevono da coetanei video riguardanti le sfide».

29 gennaio 2021