Giubileo dei giovani: a Roma 1.700 Scout d’Europa
Rover e scolte di tutta Italia e non solo. L’arrivo preceduto o seguito da alcuni giorni di cammino sui “sentieri Frassati”, ideati dal Club alpino italiano. «Una proposta per ritrovare motivi di speranza»
1.700 tra rover e scolte (16-21 anni), appartenenti alla Federazione degli Scout d’Europa, sono arrivati a Roma da tutta Italia per vivere il Giubileo dei giovani. Con loro anche coetanei di diverse nazioni (Slovacchia, Portogallo, Polonia, Belgio). L’arrivo è stato preceduto – o sarà seguito – da alcuni giorni di cammino sui “sentieri Frassati”, 22 in tutta Italia: la rete di percorsi ideata dal Club alpino italiano (Cai).
Dalla Federazione parlano di «una proposta esperienziale, sui passi del giovane Pier Giorgio Frassati, che verrà canonizzato con Carlo Acutis il 7 settembre, per riscoprirne la testimonianza e ritrovare anche in essa motivi di speranza per l’oggi e il domani». Lo conferma Manuela Evangelisti, commissaria generale Guide: «Sentiamo bene la fatica dei giovani a guardare con progettualità e fiducia al futuro, alla vita che si apre con le sue opportunità, ricchezze e anche difficoltà». In particolare, aggiunge Alessandro Galantin, commissario nazionale Rover, «avvertiamo in particolare il senso di precarietà, non quello dovuto alla condizione umana ma all’incertezza che si respira nella società e, di conseguenza, alla tendenza a non effettuare scelte definitive. Scelte che definiscono la vita, rendendola piena. Non scegliere significa permettere a qualcun altro di scegliere per te, anziché vivere da protagonisti». Spesso «la mancanza di speranza è generata dalla mancanza di fiducia in sé, nelle proprie capacità», aggiunge Cecilia Carretti, commissaria nazionale Scolte.
Da qui l’invito a Clan e Fuochi in questo anno a ripartire da sé, per poi incontrare l’altro, riscoprendosi insieme pellegrini fiduciosi. «Gli strumenti che lo scautismo propone sono ancora validi e potenti – sottolineano Galantin e Carretti -: la Strada, per tornare a percepirsi in modo corretto, con punti di forza e criticità, scoprendosi capaci di vivere anche la fatica. La Comunità, che continuamente lavora e modella e permette di creare relazioni significative. Il Servizio, che gradualmente decentra e educa al dono. La Fede, incontrata e riconosciuta». In prospettiva l’idea di una solida e strutturale formazione al discernimento e all’affettività, «per renderci più consapevoli della bellezza delle scelte che sanno essere il sale della vita».
Nelle parole di Paolo Bramini, commissario generale Scout, «i giovani chiedono di essere ascoltati in profondità, che ci si faccia carico del loro vissuto. Solo se si parte da questo ascolto si può orientare il loro sguardo verso orizzonti alti. Siamo consapevoli che servono per questo Capi appassionati, risolti, non perché arrivati, non perché incapaci di errore, ma perché dopo aver fatto esperienza dell’incontro con la tenerezza di Dio, a questa rimangono ostinatamente ancorati».
Rover e scolte convergeranno domani, 30 luglio, in zona Portuense, al Campo base allestito presso le Pie Discepole del Divin Maestro. Sempre il 30, dalle 15 alle 19.30, a piazza Farnese l’animazione della piazza da parte dell’associazione, con giochi e stand, nell’ambito delle proposte in dialogo con la città. In serata al Campo la testimonianza in musica dei Reale. Il 31 pomeriggio per Clan e Fuochi il passaggio della Porta Santa della basilica di Santa Maria Maggiore. La sera di venerdì 1° agosto, al Campo, una meditazione recitata sul senso del cammino scout come pellegrinaggio. Il 2 e 3 agosto, infine, la veglia e la messa a Tor Vergata con Papa Leone XIV.
29 luglio 2025

