Giubileo, le preoccupazioni degli albergatori
«Noi siamo pronti, la città no». Grido d’allarme dell’accoglienza romana a cinque mesi dall’inizio dell’Anno Santo
«Noi siamo pronti, la città no». Grido d’allarme dell’accoglienza romana a cinque mesi dall’inizio dell’Anno Santo
Degrado, disagi e microcriminalità. Potrebbero essere riassunte così le preoccupazioni degli albergatori romani a pochi mesi dall’inizio del Giubileo straordinario. Ma c’è di più: «Nel 2000 Roma si è mostrata al meglio, il Giubileo è stato una grande vetrina – ammette Giuseppe Roscioli, presidente di Federalberghi Roma – e i frutti li abbiamo visti negli anni successivi, con un grande riscontro di turisti. Ora siamo preoccupati, perché la situazione è cambiata. Noi siamo pronti ad accogliere i pellegrini, tra l’altro Roma negli anni si è arricchita di posti letto. Bisogna chiedersi però, se la città è pronta. Da qui all’8 dicembre dovrebbe essere rivoltata come un calzino. Il Giubileo è una grande opportunità, una cassa di risonanza che all’estero mostrerà il volto della città. E oggi, quello che si vede non è bello per niente».
I timori degli albergatori romani risiedono tutti nella città, non certo nella rete dell’accoglienza che, come il 2000, è pronta a ricevere un flusso che, turisti e pellegrini si aggira introno alle 20 milioni di presenze. «Non ho mai visto la città così e sono 20 anni che faccio questo lavoro. Roma è rimasta senza manutenzione per troppo tempo: marciapiedi rotti, buche, semafori non funzionanti, sporcizia ovunque. E i disservizi, tanti soprattutto sul fronte dei trasporti. Noi parliamo spesso con i turisti, quando rientrano in albergo, magari si sfogano perché derubati o perché vittime di uno sciopero dei trasporti. Alla fine, quando devono esprimere un giudizio sul soggiorno, sono sempre positivi i commenti sull’accoglienza, sull’offerta culturale, lo shopping e il cibo. Negativi sono invece le recensioni sui servizi, sulla vivibilità della citta. Difficile credere che possa migliorare entro dicembre».
Oltre ai timori per il rischio di una figuraccia internazionale che, inevitabilmente può ripercuotersi sul turismo, c’è anche un certo malessere dovuto al fatto che da due anni, dall’insediamento della giunta Marino, non c’è un dialogo diretto con il primo cittadino: «Una cosa mai avvenuta con le amministrazioni precedenti – dice Roscioli. Inoltre – continua – non esiste più l’assessorato al turismo ma tutto è stato accorpato alla cultura. Questo crea confusione, difficoltà di dialogo. C’è anche da considerare un altro aspetto: gli albergatori romani contribuiscono per il 10% al pil di questa città, versando nelle casse del comune circa 90 miliardi l’anno, derivati dalla tassa di soggiorno che, attualmente, è di 7 euro a persona per giorno. Una cifra enorme se si pensa che a Parigi è di 1,5 euro. Un raddoppio iniquo messo in atto da questa giunta, senza interpellarci. Ora – continua Roscioli – i clienti non sono stupidi: pagano fior di soldi ma vedono che i servizi sono inadeguati».
Se da un lato c’è la preoccupazione sull’aspetto di Roma, dall’altro c’è anche la problematica terrorismo: «Negli ultimi anni sono sorti B&B e affittacamere senza autorizzazioni – dice Roscioli. Una situazione preoccupante perché, ad esempio, a Venezia il terrorista ricercato in Turchia è stato arrestato grazie ad un albergatore regolare che aveva denunciato la scheda di presenza. Ora, abbiamo fatto presente al Campidoglio anche questo aspetto ma non abbiamo ricevuto risposta. Allora ci siamo rivolti al Prefetto e abbiamo avviato con loro un lavoro importante di sensibilizzazione».
«Nel Giubileo del 2000 il vero valore aggiunto è stato l’anno successivo perché, la grande e positiva esposizione mediatica ha portato frutti buoni. La mia paura è che oggi rischiamo di avere un effetto negativo che inevitabilmente si ripercuoterebbe anche negli anni successivi. Abbiamo cinque mesi, mi auguro che ci sia un lavoro forte da parte delle istituzioni – conclude Roscioli – vogliamo una città vivibile e a misura di turista».
13 giugno 2015

