Guardie Svizzere, ai Musei Vaticani una mostra fotografica

Esposte dal 2 aprile al 12 giugno 86 foto in bianco/nero e colore del fotografo Fabio Mantegna. All’inaugurazione il direttore dei Musei, Paolucci

Esposte dal 2 aprile al 12 giugno 86 foto in bianco/nero e colore del fotografo Fabio Mantegna. All’inaugurazione il direttore dei Musei, Paolucci

Sarà inaugurata oggi, venerdì primo aprile, dal direttore dei musei vaticani Antonio Paolucci e dal comandante Christoph Graf, la mostra fotografica dedicata al Corpo della Guardia Svizzera Pontificia dal titolo “The life of a swiss guard. A private view”. Alle 18, appuntamento nel cortile delle Corazze dei Musei Vaticani dove verranno presentati gli 86 scatti in bianco/nero e colore realizzati dal fotografo Fabio Mantegna. Accanto alle foto saranno esposti anche diversi oggetti che documentano la lunga storia del Corpo armato nato per la difesa del Papa e del Vaticano.

«Non potevano che essere i Musei Vaticani ad ospitare una mostra che presenti il glorioso corpo della Guardia svizzera pontificia – afferma Antonio Paolucci –. Gli scatti artistici di Fabio Mantegna raccontano una storia nobile e antica, ma anche la bella giovinezza di un gruppo di ragazzi al servizio del Papa, orgogliosi e onorati del ruolo che rappresentano e del servizio al quale sono chiamati: il senso del dovere e l’umanità d’accenti si mescolano ai sogni, all’entusiasmo e alla speranze che hanno tutti i ragazzi del mondo a vent’anni».

«Essere Guardia svizzera è una vocazione
– dichiara il colonnello Christoph Graf –. Occorrono fede e profonda convinzione per svolgere questo impegno straordinario e nobile. Giorno e notte siamo vicini al Santo Padre e cerchiamo, attraverso il nostro servizio, di garantirgli la tranquillità e la sicurezza di cui ha bisogno per svolgere il suo ministero di Successore di Pietro». La mostra rimarrà aperta al pubblico dal 2 aprile al 12 giugno e sarà accessibile gratuitamente essendo compresa nel percorso ordinario di visita dei Musei Vaticani.

Le immagini sono accompagnate da interventi
con i commenti e le riflessioni delle stesse Guardie svizzere sul proprio lavoro e sulla propria esperienza, rivelando punti di vista e sguardi su un mondo poco conosciuto e permettendo una loro conoscenza più intima e profonda che travalica la consueta percezione pubblica: una visione rara e non comune del particolare gruppo di uomini che da oltre 500 anni sceglie di servire in un modo unico la Chiesa.

 

1 aprile 2016