Guerra in Ucraina: Mosca vuole continuare il dialogo con il Vaticano

Mentre il presidenti Usa Trump e il russo Putin segnalano di essere pronti per i negoziati, il direttore del Dipartimento europeo del ministero degli Esteri ricorda le due missioni dell’inviato del Papa Zuppi. Rutte (Nato): «Kiev va coinvolta nelle trattative»

Sull’Ucraina, Mosca vuole continuare il «dialogo costruttivo» con il Vaticano. Lo ha affermato Artyom Studennikov, direttore del primo Dipartimento europeo del ministero degli Esteri, all’agenzia Ria Novosti, sottolineando l’«approccio costruttivo» della Santa Sede, «in aperto contrasto con il fine dichiarato dall’Occidente collettivo di infliggere una sconfitta strategica alla Russia, l’infinito pompaggio di armi sempre più letali verso l’Ucraina e la prosecuzione del conflitto». Nell’analisi del diplomatico, dall’inizio del conflitto la Santa Sede «ha seguito coerentemente una linea di giustizia ed equilibrio, facendo appello a una soluzione pacifica e dichiarando la sua disponibilità a contribuire a questo in ogni modo possibile». A dimostrazione, ha ricordato anche le due missioni dell’inviato del Papa il cardinale Matteo Zuppi a Mosca, nel giugno del 2023 e nell’ottobre del 2024, che hanno portato a «risultati concreti nella cooperazione russo-vaticana su aspetti umanitari». Tra questi, «il lavoro per riunire ai loro familiari i bambini evacuati dalle zone di combattimento».

Parole, quelle di Studennikov, che arrivano dopo l’annuncio da parte del presidente Usa Donald Trump dell’avvio di trattative con la Russia. E da Parigi, al termine di una riunione che si è svolta ieri, 12 febbraio, arriva la richiesta dei ministri degli Esteri di diversi Paesi chiave dell’Unione europea: Ucraina e Ue devono «partecipare a qualsiasi negoziato» per una risoluzione del conflitto tra Kiev e Mosca. Una nota che rappresenta le posizioni di Francia, Germania, Polonia, Italia, Spagna, Gran Bretagna e anche Ucraina. L’obiettivo condiviso è quello di «continuare a sostenere l’Ucraina fino al raggiungimento di una pace giusta, globale e duratura. Attendiamo con interesse – si legge ancora nel testo – di discutere il percorso da seguire insieme ai nostri alleati americani; l’obiettivo è una pace che garantisca gli interessi dell’Ucraina e i nostri».

Intanto, da oltreoceano il presidente Usa Trump, dopo un colloquio telefonico con Putin, ha dichiarato di non ritenere «fattibile» l’adesione di Kiev alla Nato e di considerare «improbabile» che siano restituiti a Kiev i territori dell’est Ucraina, attualmente sotto il controllo di Mosca. «Non è un tradimento – ha commentato al quartier generale della Nato a Bruxelles il capo del Pentagono Pete Hegseth, rispondendo a una domanda sulla posizione espressa dall’inquilino della Casa Bianca -. È il miglior negoziatore del pianeta, solo lui può portare le potenze al tavolo», ha detto aggiungendo che gli Usa «riconoscono gli sforzi» compiuti dagli europei nel conflitto. Atteso a breve, intanto, un incontro tra Trump e Putin, probabilmente in Arabia Saudita.

Sulle dichiarazioni arrivate dopo il colloquio telefonico tra i due leader è intervenuto anche il segretario generale della Nato Mark Rutte. Tra i Paesi membri dell’Alleanza, ha osservato, sta emergendo «una chiara convergenza»: secondo Rutte, «tutti» vogliono la pace in Ucraina, «prima piuttosto che dopo». E vogliono che Kiev sia «nella migliore posizione possibile» per negoziare. «Vediamo come la situazione ora evolve passo dopo passo», ha affermato, aggiungendo che «l’Ucraina deve essere coinvolta nei negoziati di pace». In ogni caso, la Nato, ha aggiunto, non può più permettere alla Russia di tentare di «conquistare anche solo un chilometro o un miglio quadrato di Ucraina in futuro».

Secondo il portavoce del Cremlino Dmitry Pescov, i negoziati tra Russia e Usa devono riguardare anche «tutte le questioni relative alla sicurezza nel continente europeo». Lo ha detto, riferisce l’agenzia Interfax,  rispondendo alla domanda se rimangano in vigore le richieste sul tema avanzate nel dicembre del 2021 agli Usa e alla Nato, compresa la garanzia che l’Alleanza atlantica non si espanderà ulteriormente verso est. Di qui l’opposizione di Mosca all’adesione di Kiev alla Nato: uno sviluppo ritenuto inaccettabile per la «sicurezza» della Russia.

«Prematuro», nelle parole di Peskov, parlare di un ruolo dell’Europa nei negoziati per la soluzione della guerra in Ucraina: «Non c’è ancora una comprensione del formato di un possibile dialogo, del formato di un possibile processo di negoziazione», ha osservato. Certamente occorre organizzare «velocemente» un incontro tra Donald Trump e Vladimir Putin, perché i due «hanno molto di cui parlare», ma al momento è «impossibile» fornire una data, perché il lavoro per organizzare il vertice «comincerà in questi giorni».

13 febbraio 2025