A Roma la prima riunione della “rete di Trieste”
Attesi, alla due giorni del 14 e 15 febbraio, 300 amministratori locali di ispirazione cristiana. Il network nato a margine della Settimana sociale 2024, per «continuare sulla via del dialogo»
Prende il via domani, 14 febbraio, a Roma la prima riunione della “rete di Trieste”, il network di amministratori locali di ispirazione cristiana nato a margine della Settimana sociale dello scorso luglio, a Trieste, appunto. Una due giorni che ha per tema “La rete di Trieste. Perfino più di un partito”, alla quale hanno confermato la loro presenza 3000 amministratori, con l’obiettivo di «dare vita a un luogo di dialogo, confronto e partecipazione, in cui il comune riferimento alla Dottrina sociale della Chiesa aiuti a smussare le asperità dell’attuale bipolarismo politico».
Lo spiegano, nell’invito rivolto agli amministratori, i principali animatori della rete, Francesco Russo ed Elena Granata: «C’è chi vive di nostalgie, chi coltiva il sogno mai sopito di un nuovo partito. Tuttavia – affermano -, è molto più complesso e coraggioso generare nuove condizioni di ascolto e condivisione, far innamorare i giovani della politica, recuperare il senso di una partecipazione collettiva. Per questo, a Roma, il 14-15 febbraio, tenteremo di piantare il seme di un nuovo stile: un impegno generoso e gratuito per la politica, sia territoriale che nazionale. Continuare sulla via del dialogo, organizzare la partecipazione, trovare linguaggi comuni e azioni condivise: è un obiettivo ambizioso, forse addirittura più importante che fondare un nuovo partito».
A ospitare l’evento, il TH Hotel (ex “Domus Mariae”), in via Aurelia 481. L’appuntamento è per domani, 14 febbraio, alle 15, con i saluti di Giuseppe Notarstefano, presidente dell’Azione cattolica italiana, e l’introduzione di Elena Granata, vicepresidente del Comitato organizzatore della Settimana sociale di Trieste. Spazio, quindi, alla prima tavola rotonda del pomeriggio, coordinata da Marco Damilano; intervengono l’ex parlamentare Paola Binetti, il leader di Demos Paolo Ciani, Ernesto Maria Ruffini, ex direttore dell’Agenzia delle Entrate, il segretario di “Persone e Comunità” Giuseppe Irace, e Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione per la sussidiarietà. A chiudere la finestra di lavoro, una prima sintesi di Francesco Russo, ex parlamentare e attuale vicepresidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia. Seguono i lavori di gruppo tra i partecipanti.
La mattinata di sabato 15 si apre alle 9 con l’intervento dell’arcivescovo di Catania Luigi Renna, presidente del Comitato per le Settimane Sociali, e l’introduzione tematica di Antonio Campati, docente all’Università Cattolica di Milano. A seguire, il panel dedicato agli amministratori e coordinato dal vicedirettore di Avvenire Marco Ferrando, a cui partecipano il sindaco di Udine Alberto Felice De Toni, la deputata dell’assemblea siciliana e sindaco di Montevago Margherita La Rocca Ruvolo, Claudia Porchietto, sottosegretaria in Regione Piemonte, la presidente dell’Umbria Stefania Proietti. Dopo gli amministratori, prendono la parola voci giovani ma già autorevoli nel dibattito politico: quella di Bernard Dika, portavoce della Presidenza regionale toscana, di Giulia Milani, della Comunità di Connessioni, di Eugenio Russo (Conthackto), di Margherita Scalfi (consigliera municipale a Milano). Alle 12 l’ultimo panel, con Matteo Gianni (Movimento politico per l’unità), Leonardo Becchetti (tra gli estensori e promotori del “Piano B” e dello “spartito per il Paese”), Francesco Scoppola (presidente Agesci) e Daniela Storani (Argomenti 2000).
13 febbraio 2025

