I bambini dell’Acr: «Un regalo se i grandi della Terra passassero la Porta Santa mano nella mano»
Il messaggio letto da uno dei 2mila partecipanti alla Carovana della pace, affacciato accanto al Papa dopo l’Angelus. La Messa alla Chiesa Nuova, poi la marcia fino a San Pietro. Il saluto di Reina, che ai piccoli ha chiesto 3 regali: «La pace, la speranza e la gioia»
Appartiene ai bambini non solo la capacità di sognare un mondo migliore e in pace ma pure l’abilità di dare voce a soluzioni concrete che lo renderebbero davvero tale. «Quanto sarebbe bello se i grandi della Terra passassero la Porta Santa mano nella mano», ha auspicato Davide, l’acierrino della parrocchia di San Roberto Bellarmino che ieri mattina, 26 gennaio, in occasione della Carovana della pace ha letto a nome di tutta l’Azione cattolica dei ragazzi di Roma un messaggio al Santo Padre. Accanto a Francesco, affacciato alla finestra del Palazzo apostolico dopo la preghiera dell’Angelus, il piccolo ha detto con voce squillante: «Sarebbe un regalo se passassero la Porta Santa ripensando a tutti i bambini vittime della violenza, soli o malati, segnati dalla guerra, e pensando alle lacrime di tante mamme, papà, nonni e nonne. Così riuscirebbero a far stare zitte le armi».
Questo ultimo passaggio relativo allo zittire le armi, il Papa ha chiesto di ripeterlo e lui stesso lo ha sottolineato, ribadendolo ai fedeli riuniti in piazza e notando come i bambini siano «testimoni della bellezza dell’accoglienza e della fraternità». Nel settore a loro dedicato c’erano circa 2mila ragazzi, educatori e genitori arrivati a San Pietro dopo avere riempito di colore, canti e slogan le strade della città, provenendo dalla Chiesa Nuova, su corso Vittorio Emanuele, dopo la Messa che ha dato avvio, alle 8.30, alla giornata di festa che chiude il mese dedicato alla pace dall’Azione cattolica.

Portando il suo saluto prima della celebrazione eucaristica, il cardinale vicario Baldo Reina ha chiesto ai bambini e ai ragazzi, «i nostri maestri, come ci ha insegnato Gesù», di fare 3 regali ai più grandi: «La pace, la speranza e la gioia, con cui dovete contagiarci». In particolare, il porporato ha sottolineato come durante questo Anno Santo dedicato al tema della speranza «voi stessi lo siete, così pieni di sogni, e ci ricordate che avere speranza è tornare un po’ bambini, per tornare ad avere un mondo più bello». Anche don Alfredo Tedesco, assistente diocesano Acr, che ha presieduto la Messa, nella sua omelia ha invitato i bambini «a cambiare questo mondo, che per tante situazioni è in guerra, sognando a partire dal cuore e dall’incontro con l’amore di Gesù, che è la nostra pace e la nostra speranza». Ancora, il sacerdote ha spronato i più piccoli a testimoniare «la bellezza dell’incontro con Gesù, specie in questo anno speciale del Giubileo», perché «quando ci capita qualcosa di bello è difficile tenerlo dentro e noi lo dobbiamo raccontare a tutti, a partire dagli ambienti che viviamo come la scuola, la parrocchia e i nostri gruppi».
Proprio la Carovana della pace ha permesso ai ragazzi di scoprirsi missionari impegnandosi in 2 progetti di solidarietà: il primo è quello proposto dall’Azione cattolica italiana che tramite la vendita di calamite – simbolo del tenere insieme i pezzi e creare legami e connessioni – andrà a sostenere le attività di Libera nel progetto “Amunì”, rivolto a giovani sottoposti a procedimenti penali e impegnati in percorsi di riparazione e rinascita. La seconda iniziativa, promossa dalla Caritas diocesana, è invece legata al territorio cittadino: le offerte raccolte verranno devolute alla campagna “Housing sociale don Roberto Sardelli”, volta a contrastare l’emergenza abitativa e a sostenere quanti vivono condizioni di disagio sociale-economico.

Dopo la Messa, bambini e ragazzi si sono fatti testimoni di pace con la loro voce e con il loro entusiasmo mettendosi in marcia verso piazza San Pietro sventolando bandiere, fischiando, suonando flauti ma anche scuotendo bottiglie di plastica riempite con legumi secchi, all’insegna della sostenibilità, come ha fatto Francesco, 9 anni, della parrocchia Santa Maria Addolorata, che si è detto «felice di questa giornata per incontrare il Papa». Per Agnese, educatrice della parrocchia di San Giustino, «è sempre un’emozione gridare la pace con questi bambini che nel loro piccolo possono fare tanto, specie guardando a dei modelli che abbiamo presentato loro come madre Teresa di Calcutta o Gandhi, che tanto hanno fatto per la costruzione di un mondo più giusto e più pacifico». Tanta emozione anche per Alessio Maurizi, responsabile diocesano dell’Acr, perché «quest’anno, l’anno del Giubileo, avremo quindi anche la possibilità di passare la Porta Santa. Per tanti bambini questa sarà la prima volta e pensare che questa mattina lo faranno con l’Acr è veramente qualcosa di speciale ed emozionate».
27 gennaio 2025

