I bambini dopo il Covid: aumentato il bisogno di cura

Presentato il rapporto Cesvi sul maltrattamento all’infanzia. Il ministro Bonetti (Famiglia): «In ogni comunità un presidio a sostegno dei minori»

“Restituire il futuro”: si intitola così il terzo rapporto sul maltrattamento all’infanzia in Italia curato dal Cesvi, presentato questa mattina, 15 settembre, in video conferenza. Tra i risultati emersi, intervistando 12 operatori dei servizi sociali di diversi territori su come bambini e adulti hanno risposto alla pandemia, la consapevolezza che la pandemia da Covid-19 ha provocato una vera emergenza di cura, sia nei bambini sia negli adulti. «I bambini hanno reagito molto bene finora», ha spiegato illustrando il rapporto Giovanna Badalassi, economista e ricercatrice, anche se al nord la situazione risulta caratterizzata «dal carico emotivo e dal trauma dei lutti mentre al Sud c’è più preoccupazione per le difficoltà economiche».

In generale, dal quadro emerge che chi era già forte, perché viveva in un contesto familiare stabile, si è rafforzato mentre chi soffriva prima del confinamento relazioni affettive critiche ha peggiorato la propria condizione, aumentando le disuguaglianze. «Alcuni operatori -ha aggiunto Badalassi – riferiscono delle risposte psicosomatiche già in atto nei bambini, come la difficoltà a deglutire. Tutti riportano che ci sarà bisogno di maggiore assistenza e si aspettano un peggioramento della salute mentale di tutti, bambini e genitori».

In particolare, il rapporto ha indagato i fattori di rischio che possono inquinare i contesti in cui vivono i bambini nelle diverse regioni raggruppando 64 indicatori. In cima alla classifica, per i servizi offerti, le regioni del Nord, in particolare Trentino, Friuli Venezia Giulia, Veneto; a quelle del sud – Sardegna, Basilicata, Puglia – le ultime posizioni.

Intervenuta alla presentazione anche il ministro per le Pari opportunità e famiglia Elena Bonetti, che ha rimarcato l’esigenza di «un presidio dell’infanzia e dell’adolescenza» in ogni piccola comunità. «All’interno del Recovery Fund – ha affermato – ho voluto una linea a sostegno dei minori. Ho chiesto che si preveda la tutela della prima infanzia, i primi 1.000 giorni. Dal mio punto di vista dovrà esserci un capitolo di sostegno su tutto il territorio, sapendo che partiamo da una condizione di disparità in alcuni territori non solo nella quantità ma anche nella qualità dei servizi».

Bonetti ha rivendicato, ancora, che il suo dicastero ha istituito l’Osservatorio per l’infanzia e l’adolescenza e un gruppo specifico coordinato dalla sociologa Chiara Saraceno per avere indicazioni di carattere pedagogico e individuare i processi degenerativi. «Usiamo i soldi del Mes – ha concluso – per un luogo che dia alle famiglie strumenti di autonarrazione e comprensione dei segnali. Sono processi che vanno intercettati prima e in via preventiva per avviare percorsi e dare la sensazione che ci sia una comunità».

15 settembre 2020