I vescovi francesi: «Abbiamo chiesto al Papa di venire in nostro aiuto»
Il presidente de Moulins-Beaufort ha annunciato la decisione di riconoscere la «responsabilità istituzionale» della Chiesa per gli abusi commessi
Chiusa ieri, 8 novembre, a Lourdes l’assemblea plenaria dei vescovi francesi, che ha visto al centro delle discussioni gli abusi commessi nella Chiesa di Francia. Presenti anche le vittime. «Tutte le risoluzioni che abbiamo votato costituiscono un vasto programma di rinnovamento delle nostre pratiche di governo a livello di diocesi e a livello di Chiesa in Francia – ha detto in chiusura il presidente della Conferenza episcopale Éric de Moulins-Beaufort -. Trasmetteremo al Santo Padre, dopo averle rielaborate, le raccomandazioni della Ciase che riguardano la Chiesa universale. Abbiamo deciso insieme di chiedere al Papa, poiché siamo stati nominati da lui, di venire in nostro aiuto, mandando qualcuno di sua fiducia a discutere con noi il modo in cui abbiamo trattato e trattiamo le vittime e i loro aggressori».
A un mese dalla pubblicazione del rapporto choc della Commissione indipendente sugli abusi sessuali nella Chiesa (Ciase), i 120 vescovi francesi riuniti in plenaria hanno discusso una serie di misure per combattere questo fenomeno nella Chiesa. «Siamo stati obbligati a riconoscere che la nostra Chiesa è un luogo di gravi crimini, di attacchi spaventosi alla vita e all’integrità di bambini e adulti. Questo non può essere», le parole del presidente, secondo cui ciò che la Commissione Ciase ha descritto nel suo Rapporto «non è la nostra Chiesa. Non siamo diventati sacerdoti per prendere parte, anche nostro malgrado, ad atti omicidi. Non siamo cristiani per mantenere in vita un organismo pericoloso per gli altri. La nostra reazione come vescovi – ha spiegato – è stata dunque: questo male commesso, questo male esistente, dobbiamo assumerlo. Dobbiamo assumerlo per liberare chi ne ha sofferto e per liberarne la Chiesa perché possa essere quella di Gesù di Nazareth». Già annunciata alla stampa nei giorni scorsi anche la decisione presa dai vescovi di riconoscere la «responsabilità istituzionale» della Chiesa per gli abusi commessi dai preti e in ambito religioso. Una decisione necessaria per «intraprendere un percorso di riconoscimento e riparazione» e per aprire alle vittime una possibilità di «mediazione e risarcimento». Nelle parole di de Moulins-Beaufort, «lo abbiamo fatto per quello che la Ciase ci ha posto davanti – ha spiegato nel discorso conclusivo -; lo abbiamo fatto perché i fedeli, immersi nella vergogna, l’aspettavano da noi. Lo abbiamo fatto soprattutto perché abbiamo sentito lo sguardo di Dio su noi. Lo abbiamo fatto pensando a ciascuno di quei bambini, ragazzini, bambine, adolescenti, che piangono in segreto nel profondo della loro anima e fino all’ultimo giorno della loro vita».
Si tratta, nelle parole di un presule, di un «passo decisivo», frutto del lavoro di tante persone che si sono riunite in questi giorni a Lourdes con i vescovi. «Abbiamo ricevuto un grande impulso dal Santo Padre durante le nostre visite ad limina, impulso rafforzato dalle nostre celebrazioni presso la tomba degli apostoli che ci hanno rimesso al centro della nostra missione», ha rilevato. Quindi, guardando ai lavori svolti a Lourdes, ha parlato di giorni di «scambi fitti e intensi», anche se brevi: «L’orario di lavoro comune è stato vincolato dal tempo, schiacciato dalla massa di questioni da prendere in considerazione: le 45 raccomandazioni contenute nel Rapporto della Ciase. Tra tutte la domanda: “perché tanti abusi e violenze sessuali nella Chiesa cattolica?”». A Lourdes, i vescovi hanno deciso di «costituire una serie di gruppi di lavoro per riflettere su diversi aspetti del nostro governo diocesano o nazionale e per farci proposte. Questi gruppi saranno guidati da un laico e composti da membri del popolo di Dio provenienti da diversi stati di vita». Un processo che coinciderà con il cammino sinodale in cui è impegnata l’intera Chiesa cattolica. In Francia, questo percorso comincia con lo «shock del rapporto Ciase ed è costretta a guardare al suo lato oscuro. Ci sembra provvidenziale – le parole di de Moulins-Beaufort -. La misericordia di Dio mette a nudo quella che è la nostra vergogna ma ci permette anche di essere liberati, forse un giorno guariti, indicandosi un percorso di guarigione».
9 novembre 2021

