Il cardinale Vallini a Lourdes per «raccontare la gioia del Vangelo»

Ad agosto il pellegrinaggio con l’Opera romana guidato dal vicario del Papa per la diocesi di Roma. Presente una delegazione con più di cento tra studenti e docenti degli atenei romani

Davanti al check-in, in aeroporto, si assemblano oltre mille pellegrini. Direzione: Lourdes. Vengono da varie parti d’Italia per partecipare al pellegrinaggio nazionale diocesano organizzato dall’Opera romana guidato dal cardinale vicario Agostino Vallini che si è svolto dal 25 al 29 agosto. Ognuno ha un trolley pieno di domande, di dubbi, di dolore. Ad arricchire queste giornate una serie di ricorrenze: gli ottant’anni di fondazione dell’Opera romana, il cinquantesimo di sacerdozio e venticinquesimo di ordinazione episcopale del cardinale vicario. Per questa circostanza, nella giornata celebrativa, che si è svolta il 27 agosto, Padre Horacio Brito, rettore del santuario di Lourdes, ha consegnato le insegne della Cappellania onoraria di Lourdes al cardinale e ai vescovi presenti: il vicegerente Filippo Iannone, Lorenzo Leuzzi e Guerino Di Tora. Inoltre, nella stessa serata, sono state festeggiate le ricorrenze dei pellegrini: matrimoni, compleanni, ordinazioni.

Il cardinale nelle sue omelie ha invitato a fare un percorso «guardando la Croce che mostra la strada per essere creature nuove. Questo significa morire nei propri peccati e risorgere. Non lasciamo scivolare nella nostra vita la grande proposta di Gesù». E ha aggiunto: «Siamo cristiani, facciamo pellegrinaggi, veniamo in luoghi come Lourdes, torniamo a casa con tanti propositi. E poi? L’ordinario ci risucchia, riprendiamo l’abitudine alla vita e viviamo un Vangelo con degli adattamenti. Lo sforzo sta proprio qui: nella volontà a voler cambiare». «Un cambiamento – ha sottolineato il porporato – che avviene se la forza dello Spirito Santo si incontra con la libertà. Diventare nuovi significa prendere coscienza della zavorra delle proprie miserie e fragilità e buttarla». Questo ha conseguenze dirette nella vita: «Significa dire “no” alla corruzione, all’imbroglio, all’arte di arrangiarsi, anche al costo di essere perseguitati per questo. Non si può essere cristiani a metà».

Al pellegrinaggio ha partecipato anche un gruppo della pastorale universitaria di cento persone tra studenti e docenti di vari atenei romani. Occasione per riflettere sui tanti problemi che i giovani si trovano a vivere è stata la presentazione del libro di Lorenzo Leuzzi, Il coraggio della fede (Lev editrice) vescovo ausiliare, direttore dell’Ufficio per la pastorale universitaria e incaricato del Centro per la pastorale sanitaria della diocesi di Roma. Il volume raccoglie una serie di lettere ricche di spunti e incoraggiamento che Leuzzi rivolge agli universitari. «Cresce sempre più il bisogno di atleti disponibili a far parte della staffetta della vita – scrive Leuzzi – disponibili a far parte della staffetta della storia». Guardare a Bernardette significa stravolgere le logiche umane: «Questa bambina è considerata un’emarginata. Chi l’uomo scarta Dio accoglie», sottolinea monsignor Liberio Andreatta, vicepresidente e amministratore delegato dell’Opera romana.

Venire a Lourdes significa invertire la rotta della propria vita. Come? «Facendo incontrare la forza dello Spirito Santo con la libertà», ha detto il cardinale vicario. A scandire queste giornate momenti importanti come la Via Crucis, la fiaccolata, la processione eucaristica. Lì ognuno ha consegnato la propria vita, per dire, come Maria, «mi fido, nonostante le vicende della vita mi turbino», ha suggerito Vallini durante la messa celebrata alla grotta. Per l’occasione Domenica Rispoli ha confezionato la tovaglia con cui è stata celebrata la Messa per dire grazie a Maria. «Dopo che abbiamo incontrato il Signore – ha aggiunto il porporato – la nostra vita non è più uguale. Lui ci parla e lo fa nel volto dei malati, nel silenzio di Maria, nei canti che riempiono gli spazi della Basilica».

Tra i pellegrini si respirava un’aria di amicizia e d’affetto, che si è concretizzata nelle serate in allegria, tra canti e preghiere. Nella giornata conclusiva del 29 agosto, il cardinale Vallini ha dato a tutti un suggerimento: «Leggete ogni giorno il Vangelo, affinché ispiri ogni azione. Il Vangelo non è un libro, ma è Cristo che parla». Con l’auspicio di «portare nelle vostre case – ha invitato il porporato – una fede più ragionata, più vera, più matura. Raccontate la gioia del Vangelo. E fatelo nel rispetto di tutti perché non si impone nulla a nessuno».

1 settembre 2014