Il Consiglio europeo: «Accelerare sui vaccini anti covid»

I lavori il 25 e 26 febbraio. Tra i temi, la vigilanza sulle Big Pharma e la conferma del piano Covax in sostegno ai Paesi poveri. L’attesa per il vertice mondiale della salute a Roma

Pandemia e vaccini, al centro dei lavori del Consiglio europeo che si è riunito ieri sera, 25 febbraio, in video conferenza, e che questa mattina prosegue i suoi lavori, discutendo di politica estera e sicurezza. Ribadita l’esigenza di un’azione coordinata e solidale per battere la pandemia ma anche quella di accelerare sui vaccini, confermando la vaccinazione per il 70% della popolazione adulta europea (circa 250 milioni di persone) entro la fine dell’estate. Sul tavolo anche la vigilanza sulle Big Pharma affinché forniscano i vaccini sulle quali si sono impegnate – un punto sul quale è emersa la linea dura del neo premier italiano Mario Draghi – e la limitazione dei «viaggi non necessari», anche se è allo studio il “passaporto vaccinale” per tentare di rivitalizzare il turismo estivo. Libera circolazione invece per le merci nel mercato unico, per non mortificare industria e commerci. Da ultimo, conferma del piano Covax per i vaccini ai Paesi poveri, anche se resta la precedenza per gli europei.

«Siamo determinati a continuare a lavorare insieme e coordinare la nostra azione per affrontare la pandemia e le sue conseguenze – si legge nella dichiarazione finale del summit -. La situazione epidemiologica rimane grave e le nuove varianti pongono ulteriori sfide. Dobbiamo pertanto mantenere rigorose restrizioni e nel contempo intensificare gli sforzi per accelerare la fornitura dei vaccini». Le vaccinazioni «sono ormai cominciate in tutti gli Stati membri e, grazie alla nostra strategia vaccinale, tutti gli Stati membri hanno accesso ai vaccini», concordano i capi di Stato e di governo dell’Ue. «Ciononostante, dobbiamo accelerare con urgenza l’autorizzazione, la produzione e la distribuzione dei vaccini, nonché le vaccinazioni. Dobbiamo inoltre potenziare la nostra capacità di sorveglianza e di individuazione al fine di identificare quanto prima le varianti in modo da controllarne la diffusione».

Dal Consiglio Ue, sostegno agli «ulteriori sforzi profusi dalla Commissione per collaborare con l’industria e con gli Stati membri al fine di aumentare la capacità dell’attuale produzione di vaccini nonché di adeguare i vaccini alle nuove varianti, secondo necessità». Le aziende però «devono garantire la prevedibilità della loro produzione di vaccini e rispettare i termini di consegna contrattuali. È opportuno accrescere la trasparenza riguardo agli sforzi complessivi», è il monito. Ancora, per quanto riguarda il Covax, è stata ribadita la solidarietà con i Paesi terzi, nella linea di una intensificazione della risposta globale alla pandemia. «Confermiamo il nostro impegno a migliorare l’accesso ai vaccini per i gruppi prioritari nel nostro vicinato e oltre, sulla base di principi comuni, e a sostenere un approccio globale attraverso lo strumento Covax. Accogliamo con favore i primi piani di quest’ultimo per la distribuzione di vaccini a 92 Paesi a basso e a medio reddito».

Nell’analisi dei leader Ue, anche un primo accenno alla realizzazione di una politica comune della salute, sollecitata in apertura dal summit anche dal presidente dell’Europarlamento David Sassoli. «È giunto il momento di iniziare fin da ora a rafforzare la nostra futura resilienza sanitaria – le parole dei capi di Stato e di governo dell’Unione -. Ci adopereremo per migliorare il coordinamento dell’Ue, in linea con le competenze dell’Unione sancite dai trattati, al fine di garantire una prevenzione, una preparazione e una risposta più efficace in caso di future emergenze sanitarie». Di qui l’invito alla Commissione «a presentare, entro giugno 2021, una relazione sugli insegnamenti tratti finora dalla pandemia di Covid-19», che dovrebbe affrontare anche «la condivisione delle informazioni, il coordinamento, la comunicazione e gli appalti congiunti, nonché le modalità per garantire un’adeguata capacità produttiva nell’Ue e costituire riserve strategiche, sostenendo nel contempo la diversificazione e la resilienza delle catene di approvvigionamento medico globali».

Centrale, per affrontare le minacce sanitarie presenti e future, la cooperazione «multilaterale e globale – ancora le parole della dichiarazione finale -. Siamo impegnati a promuovere la sicurezza sanitaria mondiale, anche rafforzando l’Organizzazione mondiale della sanità e adoperandoci, in questo ambito, a favore di un trattato internazionale sulle pandemie. In tale contesto, attendiamo con interesse il Vertice mondiale sulla salute del G20 che si svolgerà a Roma».

26 febbraio 2021