Il governo non rinnova il fondo di contrasto alla povertà educativa

L’allarme lanciato dal Terzo settore. In questi anni ha raccolto 800 milioni di euro, coinvolgendo 9.500 enti e raggiungendo quasi 600mila minori. La partita non sembra ancora chiusa

Nella legge di bilancio varata dal governo Meloni non è stato rinnovato il fondo di contrasto alla povertà educativa, una formula messa in campo negli ultimi otto anni in tutto il Paese, con più di 800 progetti finanziati e oltre mezzo milione di minori coinvolti. A lanciare l’allarme sono le realtà del Terzo settore, che protestano per la mancanza di uno strumento che ha generato un forte impatto sociale, alimentato finora dalle fondazioni di origine bancaria attraverso un meccanismo per cui il governo riconosce loro un credito di imposta. In questi anni ha raccolto 800 milioni di euro e coinvolto 9.500 enti del Terzo settore. Quasi 600mila i minori raggiunti.

Secondo i tecnici, la formula del fondo ormai non si può più rinnovare, ma non è detta l’ultima parola nella possibilità di proseguire l’esperienza: occorre verificare se nelle norme applicative della legge di bilancio c’è margine per recuperare. A gestire i finanziamenti è stato finora un ente attuatore creato appositamente, l’impresa sociale “Con i bambini”. I progetti non hanno riguardato solo il meridione, ma tutta Italia, da Milano a Palermo, toccando diversi ambiti: dal contrasto alla dispersione scolastica a corsi contro il bullismo e per la digitalizzazione degli adolescenti.

Inevitabile la protesta delle associazioni e degli altri enti di Terzo settore, che grazie al fondo negli anni sono riusciti a sviluppare progettualità. Da più parti sono arrivati comunicati, dichiarazioni e lettere aperte al presidente del Consiglio per chiedere di non disperdere l’esperienza del fondo. E la partita, in effetti, non sembra chiusa. Nei prossimi giorni, ci sia aspetta una mossa del governo.

14 gennaio 2025