Il Lazio investe sulle donne, per rilanciare il tessuto produttivo

Nuovo pacchetto di iniziative a tutela delle pari opportunità, tra cui gli Sportelli “Donna Forza 8”. Ad aprile il bando “Innovazione. Sostantivo femminile”

Nuovo pacchetto di iniziative a tutela delle pari opportunità. Tra queste, gli sportelli donna per il welfare territoriale. Ad aprile il bando “Innovazione. Sostantivo femminile”

Con 136.731 aziende, il Lazio è la seconda regione italiana per l’imprenditoria femminile: un dato da cui la Regione ha deciso di partire «per sostenere le imprese rosa e per favorire la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro delle donne». Questo il leit motiv dell’incontro “Donna Forza 8. Capace di qualsiasi impresa”, organizzato ieri, mercoledì 4 marzo, dall’assessore regionali allo Sviluppo economico e Attività produttive Guido Fabiani e da quello al Lavoro Lucia Valente. Obiettivo: promuovere le pari opportunità, attivare sportelli donna per il welfare territoriale, sperimentare modelli di lavoro organizzativi flessibili. Tre linee di intervento, queste, rientranti in “Intesa 2”, il pacchetto di iniziative finanziate dal Dipartimento per le Pari opportunità guidato da Giovanna Martelli che ricorda la difficoltà, per una donna, di incastrare i tanti e diversi impegni quotidiani, possibilmente salvaguardandoli.

Perché, è un dato di fatto, diventando madri – almeno in Italia –, le donne perdono gran parte delle volte il proprio posto di lavoro. Difficile immaginare di poter competere professionalmente con gli uomini: le statistiche raccontano che nel nostro Paese lavora il 47% delle donne con figli mentre in Europa la percentuale sale al 58%, laddove si è intervenuto con politiche che rendono possibile coniugare le attività lavorative e la cura della famiglia che, è bene ricordarlo, è affidata la quasi totalità delle volte alla donna, sposa, madre o figlia che sia.

Ecco allora l’aiuto lanciato a tutte coloro che intendono mettersi in gioco: ad aprile verrà pubblicato il nuovo bando “Innovazione. Sostantivo femminile”, che avrà una dotazione di oltre un milione di euro. Potranno partecipare le micro, piccole e medie imprese, anche in forma di impresa individuale, di cui le donne posseggano almeno il 51%. E saranno ammesse anche le società cooperative e di persone in cui il numero di soci donne sia almeno il 60%. Da quest’anno potranno partecipare anche le donne che intendono aprire una startup. Come per tutti i bandi, le imprese ammesse dovranno avere almeno una sede nel territorio laziale. I progetti invece dovranno riguardare la realizzazione di nuovi prodotti o servizi tramite l’utilizzo di nuove tecnologie.

Saranno attivati anche percorsi didattici e di orientamento nelle scuole per promuovere il concetto, ancora lontano dall’essere totalmente assimilato in Italia, delle pari opportunità. In ogni Provincia saranno allestiti i cosiddetti Sportelli “Donna Forza 8” per fornire assistenza e informazioni. Una consulente specializzata sarà a disposizione delle donne e delle imprese femminili per fornire assistenza sulle tutte le possibilità di finanziamento. «Sperimenteremo modelli di lavoro organizzativi flessibili – spiega Fabiani – sia per le pubbliche amministrazioni che per le imprese e lo faremo in tanti modi, come ad esempio con il telelavoro, la banca delle ore, l’adozione di orari flessibili e il bilancio sociale di genere. Alla base di tutto questo c’è il tema del rilancio del tessuto produttivo del Paese».

«Dobbiamo rinforzare questi percorsi e dobbiamo rinforzare il tasso di natalità – aggiunge Valente -, che in Italia è basso» anche a ragione dell’isolamento professionale in cui verrebbe a ritrovarsi una donna al momento di mettere su famiglia. «Le politiche di conciliazione fanno parte delle politiche attive per il lavoro e parlano un linguaggio plurale perché riguardano donne con lavoro sia subordinato che autonomo. Quante donne hanno, infatti, la partita Iva? Noi diciamo – conclude l’assessore – che abbiamo pensato a tutte voi».

5 marzo 2015