Il Papa a Putin e Zelensky: «La guerra, errore e orrore»

Dedicata al conflitto Russia – Ucraina la riflessione prima dell’Angelus: «Ferita dell’umanità che sanguina sempre di più». E ancora: «In nome di Dio e in nome del senso di umanità che alberga in ogni cuore, rinnovo il mio appello affinché si giunga subito al cessate il fuoco»

Per la prima volta da quando la guerra è scoppiata, il 24 febbraio scorso, ieri, 2 ottobre, Francesco ha dedicato l’intera la riflessione prima dell’Angelus al conflitto armato tra Russia e Ucraina, il cui andamento, ha detto, «è diventato talmente grave, devastante e minaccioso, da suscitare grande preoccupazione». Il Papa l’ha definito una «terribile e inconcepibile ferita dell’umanità» che, «anziché rimarginarsi, continua a sanguinare sempre di più, rischiando di allargarsi». E ancora: «Mi affliggono i fiumi di sangue e di lacrime versati in questi mesi – ha affermato -. Mi addolorano le migliaia di vittime, in particolare tra i bambini, e le tante distruzioni, che hanno lasciato senza casa molte persone e famiglie e minacciano con il freddo e la fame vasti territori. Certe azioni non possono mai essere giustificate, mai!», la denuncia del pontefice.

Nelle parole di Bergoglio, «è angosciante che il mondo stia imparando la geografia dell’Ucraina attraverso nomi come Bucha, Irpin, Mariupol, Izium, Zaporizhzhia e altre località, che sono diventate luoghi di sofferenze e paure indescrivibili. E che dire del fatto che l’umanità si trova nuovamente davanti alla minaccia atomica? È assurdo – ha continuato -. Che cosa deve ancora succedere? Quanto sangue deve ancora scorrere perché capiamo che la guerra non è mai una soluzione ma solo distruzione?». Quindi, l’esortazione: «In nome di Dio e in nome del senso di umanità che alberga in ogni cuore, rinnovo il mio appello affinché si giunga subito al cessate il fuoco. Tacciano le armi e si cerchino le condizioni per avviare negoziati capaci di condurre a soluzioni non imposte con la forza ma concordate, giuste e stabili – ancora le parole di Francesco – . E tali saranno se fondate sul rispetto del sacrosanto valore della vita umana, nonché della sovranità e dell’integrità territoriale di ogni Paese, come pure dei diritti delle minoranze e delle legittime preoccupazioni».

Dal Papa anche un doppio appello, che ha chiamato in causa direttamente i due protagonisti della guerra, Putin e Zelensky, esortandoli a scongiurare «il rischio di un’escalation nucleare, fino a far temere conseguenze incontrollabili e catastrofiche a livello mondiale», vista «la grave situazione creatasi negli ultimi giorni, con ulteriori azioni contrarie ai principi del diritto internazionale», ha ricordato.

«Il mio appello si rivolge innanzitutto al presidente della Federazione Russa, supplicandolo di fermare, anche per amore del suo popolo, questa spirale di violenza e di morte – le parole di Francesco -. D’altra parte, addolorato per l’immane sofferenza della popolazione ucraina a seguito dell’aggressione subita, dirigo un altrettanto fiducioso appello al presidente dell’Ucraina a essere aperto a serie proposte di pace». Poi il pontefice si è rivolto anche «a tutti i protagonisti della vita internazionale e ai responsabili politici delle nazioni», chiedendo «con insistenza di fare tutto quello che è nelle loro possibilità per porre fine alla guerra in corso, senza lasciarsi coinvolgere in pericolose escalation, e per promuovere e sostenere iniziative di dialogo». Ai responsabili del mondo a chiesto: «Per favore, facciamo respirare alle giovani generazioni l’aria sana della pace, non quella inquinata della guerra, che è una pazzia! Dopo sette mesi di ostilità, si faccia ricorso a tutti gli strumenti diplomatici, anche quelli finora eventualmente non utilizzati, per far finire questa immane tragedia. La guerra in sé stessa – ha esclamato – è un errore e un orrore! Confidiamo nella misericordia di Dio, che può cambiare i cuori, e nell’intercessione materna della Regina della pace, nel momento in cui si eleva la Supplica alla Madonna del Rosario di Pompei, spiritualmente uniti ai fedeli radunati presso il suo Santuario e in tante parti del mondo».

3 ottobre 2022