Il Papa ai vescovi di Francia: «Chiamati a chinarvi sulle ferite del popolo di Dio»
Il messaggio inviato all’assemblea plenaria riunita a Lourdes, diffuso dalla Conferenza episcopale francese. «Chiesa ancora una volta sconvolta dagli abusi dei suoi pastori»
Aperta ieri, 3 novembre, a Lourdes la plenaria della Conferenza episcopale francese, ancora una volta segnata dallo scandalo degli abusi. In particolare, dalle recenti rivelazioni del caso del vescovo Michel Santier, che sta scontando misure disciplinari volute dalla Santa Sede in un monastero in risposta all’accusa di abusi sessuali. Secondo “Famille Chrétienne”, Santier, vescovo di Luçon e poi di Créteil tra il 2001 e il 2021, è stato sanzionato per abusi sessuali commessi su due uomini adulti nel quadro aggravante di un accompagnamento spirituale e in particolare durante il sacramento della confessione.
«Più che mai siete chiamati a chinarvi sulle ferite del popolo di Dio. Le vittime di questi abusi, in primo luogo, ma anche tutte le persone scandalizzate, deluse e provate, in particolare i vostri sacerdoti il cui bel ministero è disonorato e reso ancora più difficile, e che più che mai hanno bisogno della vostra vicinanza». È l’invito che arriva da Papa Francesco nel messaggio inviato ai vescovi riuniti in assemblea, scritto dal cardinale segretario di Stato vaticano Pietro Parolin e indirizzato al presidente dei vescovi Francesi Éric de Moulins-Beaufort. «La Chiesa di Francia è ancora una volta sconvolta dal dramma degli abusi di alcuni suoi pastori», osserva il pontefice, invitando i presuli a tenere «lo sguardo fisso sulla croce di Cristo, a non scoraggiarvi, ma a perseverare nella certezza che lo Spirito Santo accompagna i vostri sforzi, che saranno ancora una volta l’oggetto del tuo lavoro». Il Papa, assicura Parolin, «conosce la vostra determinazione a dare alla Chiesa di Francia il suo vero volto missionario e vi incoraggia ad andare avanti con audacia e discernimento».
Nel messaggio, viene affrontata anche la questione del Motu proprio “Traditionis Custodes”, la lettera apostolica che revoca le autorizzazioni a celebrare con il vecchio rito. A questo riguardo, il Papa invita i vescovi a mostrare «la massima sollecitudine e paternità verso le persone, soprattutto giovani, sacerdoti o laici», che si sono sentite «confuse» dal Motu proprio: «Sono spesso pecore ferite che hanno bisogno di sostegno, di tempo per essere ascoltate». C’è infine nel messaggio anche un riferimento all’iniziativa presa dal presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron di avviare un piano per una consultazione cittadina di sei mesi sull’eutanasia. A questo proposito, il Papa esorta a mettere al centro delle discussioni «la cura e il rispetto per i più vulnerabili», a riflettere su come la Chiesa cattolica può aiutare la società «a trovare leggi eque sul fine vita». Il Santo Padre, assicura Parolin, «prega affinché nel vostro Paese si svolga un dibattito fondato sulla verità e libero da ogni ideologia e che la vostra voce sia ascoltata».
4 novembre 2022

