Il Papa battezza 33 neonati nella Cappella Sistina

Nella festa del Battesimo del Signore, la Messa con l’amministrazione del sacramento, «un passarsi di mano la candela della fede». Alle mamme: «Allattate i bimbi. E pregate e aiutate quelle che non possono dare da mangiare ai loro figli»

Trentatré neonati, 20 femmine e 13 maschi, hanno ricevuto ieri, domenica 11 gennaio, il sacramento del battesimo dalle mani di Papa Francesco, nella Messa per la festa del Battesimo del Signore, celebrata come consuetudine nella Cappella Sistina. «Dio, come un bravo papà e una brava mamma – ha sottolineato il pontefice -, vuole dare cose buone ai suoi figli. E che cos’è questo cibo sostanzioso che Dio ci dà? È la sua Parola: la sua Parola ci fa crescere, ci fa portare buoni frutti nella vita, come la pioggia e la neve fanno bene alla terra e la rendono feconda». Di qui l’invito, rivolto ai genitori e con loro ai padrini, ad aiutare i bambini a crescere dando loro la Parola di Dio, «anche con l’esempio». Tutti i giorni, ha esortato Francesco, «prendete l’abitudine di leggere un brano del Vangelo, piccolino, e portate sempre con voi un piccolo Vangelo in tasca, nella borsa, per poterlo leggere. E questo sarà l’esempio per i figli, vedere papà, mamma, i padrini, nonno, nonna, gli zii, leggere la Parola di Dio».

Alle mamme l’invito rassicurante ad allattare i figli, «anche adesso, se piangono per fame», pregando «per quelle mamme, e sono tante, purtroppo, che non sono in condizione di dare da mangiare ai loro figli. Preghiamo e cerchiamo di aiutare queste mamme». Quello che il latte fa per il corpo infatti, ha proseguito il Papa, «la Parola di Dio lo fa per lo spirito: fa crescere la fede. E grazie alla fede noi siamo generati da Dio, ed è proprio quello che succede nel battesimo». Francesco ha ricordato le parole di Giovanni: «Chiunque crede che Gesù è il Cristo, è stato generato da Dio». Oggi, ha sottolineato rivolto a genitori, padrini e madrine, «è la vostra fede, è la fede della Chiesa nella quale questi piccoli ricevono il battesimo. Ma domani, con la grazia di Dio, sarà la loro fede, il loro personale “sì” a Gesù Cristo, che ci dona l’amore del Padre».

Il battesimo, ha rilevato ancora il pontefice, «ci inserisce nel corpo della Chiesa, nel popolo santo di Dio. E in questo corpo, in questo popolo in cammino, la fede viene trasmessa di generazione in generazione: è la fede della Chiesa. Una catena di trasmissione di fede. È molto bello questo! È un passarsi di mano in mano la candela della fede». Ad esprimerlo, il gesto di accendere le candele battesimali dal cero pasquale, che «rappresenta Cristo risorto, vivo in mezzo a noi». È da lui che va presa la luce della fede «da trasmettere ai vostri figli», nella Chiesa, «nel popolo di Dio che cammina in ogni tempo e in ogni luogo. Insegnate ai vostri figli che non si può essere cristiano fuori dalla Chiesa, non si può seguire Gesù Cristo senza la Chiesa, perché la Chiesa è madre, e ci fa crescere nell’amore a Gesù Cristo».

La parola “cristiano”, ha continuato Francesco, «significa consacrato come Gesù, nello stesso Spirito in cui è stato immerso Gesù in tutta la sua esistenza terrena. Lui è il “Cristo”, l’unto, il consacrato; noi battezzati siamo “cristiani”, cioè consacrati, unti». Di qui ancora un’esortazione per genitori, padrini e madrine: «Se volete che i vostri bambini diventino veri cristiani, aiutateli a crescere “immersi” nello Spirito Santo, cioè nel calore dell’amore di Dio, nella luce della sua Parola». Quello Spirito che «non preghiamo tanto spesso» e che invece «ci insegna a portare avanti la famiglia, i bambini, perché questi bambini crescano nell’atmosfera della Trinità Santa. È proprio lo Spirito che li porta avanti. Per questo non dimenticate di invocare spesso lo Spirito Santo, tutti i giorni».

12 gennaio 2015