Il Papa: preoccupazione per Gaza, dove «la popolazione è schiacciata dalla fame»

Al termine dell’Angelus, il ricordo di quanti soffrono «per i conflitti e la violenza nel mondo». L’appello «al cessate il fuoco, alla liberazione degli ostaggi e al rispetto integrale del diritto umanitario»

Nella giornata di «pausa umanitaria» nella Striscia di Gaza annunciata su X dal ministero degli Esteri Israeliano per ieri, 27 luglio, «per consentire la distribuzione degli aiuti» nei centri civili e nei corridoi umanitari, anche Papa Leone XIV è tornato a dire la sua vicinanza «a tutti coloro che soffrono a causa dei conflitti e della violenza nel mondo». Al termine dell’Angelus, nella  V Giornata mondiale dei nonni e degli anziani, ha ricordato anzitutto «le persone coinvolte negli scontri al confine tra Thailandia e Cambogia, specialmente i bambini e le famiglie sfollate», ma anche «le vittime delle violenze nel sud della Siria».

In particolare, «seguo con molta preoccupazione – ha detto – la gravissima situazione umanitaria a Gaza, dove la popolazione civile è schiacciata dalla fame e continua a essere esposta a violenze e morte. Rinnovo il mio accorato appello al cessate il fuoco, alla liberazione degli ostaggi e al rispetto integrale del diritto umanitario». Nelle parole del pontefice, «ogni persona umana ha un’intrinseca dignità conferitale da Dio stesso: esorto le parti in tutti i conflitti a riconoscerla e a fermare ogni azione contraria a essa. Esorto a negoziare un futuro di pace per tutti i popoli e a rigettare quanto possa pregiudicarlo». Quindi l’affidamento a Maria, «Regina della pace», delle «vittime innocenti dei conflitti» e dei «governanti che hanno il potere di porvi fine».

Tra i saluti finali, un pensiero alla processione della Madonna “fiumarola” sul Tevere e ai giovani in arrivo nella Capitale per il loro Giubileo. «Auspico che esso sia per ciascuno un’occasione per incontrare Cristo ed essere da Lui rinsaldati nella fede e nell’impegno di seguirlo con coerenza».

28 luglio 2025