Francesco: «Quanti cirenei portano la croce di Cristo!»

L’arrivo a sorpresa del Papa in piazza San Pietro, nelle celebrazione della Domenica delle Palme presieduta dal cardinale Sandri, che ha letto l’omelia del pontefice. «Nella storia della salvezza, nessuno è straniero». L’Angelus e la preghiera per la pace

Papa Francesco è tornato a sorpresa in piazza San Pietro accolto con un’esplosione di gioia dai fedeli presenti ieri, 13 aprile, per la celebrazione liturgica della Domenica delle Palme. Appena arrivato sul sagrato i fedeli hanno urlato “Viva il Papa”. «Buona domenica delle Palme, buona Settimana Santa», ha detto con la voce roca ma più chiara rispetto a domenica scorsa. Ha quindi salutato i cardinali e le autorità ai lati dell’altare. Tra i partecipanti alla liturgia, tanti quelli che speravano in una sorpresa, molti quelli che si dicevano certi che non sarebbe mancato per augurare a tutti una serena Settimana Santa.

(foto: Vatican Media)

Quella di ieri è stata la quarta sorpresa del Papa in una settimana: domenica scorsa, 6 aprile, si è mostrato per pochi minuti ai fedeli in piazza per il Giubileo degli ammalati e ha impartito la benedizione. Giovedì 10 si è recato nella basilica di San Pietro per ammirare gli ultimi ritocchi dei restauri all’altare della Cattedra e per pregare sulla tomba di San Pio X. Sabato pomeriggio, invece, ha sorpreso i fedeli in visita nella basilica di Santa Maria Maggiore, dove si è intrattenuto in preghiera davanti all’icona della Salus Populi Romani. Ieri, rientrato in basilica, Bergoglio ha sostato in preghiera davanti alla tomba dell’apostolo Pietro e al monumento dedicato a Benedetto XV.

(foto: diocesi di Roma/Gennari)

Nella Messa della Domenica delle Palme, in cui la Chiesa fa memoria dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme, viene anche proclamata la Passione del Signore, quest’anno tratta dal Vangelo di Luca. «Fermarono un certo Simone di Cirene, che tornava dai campi, e gli misero addosso la croce, da portare dietro a Gesù», scrive l’evangelista. Ma chi era questo Simone da Cirene? Nell’omelia preparata per la celebrazione – letta dal cardinale Leonardo Sandri, vice decano del collegio cardinalizio, che l’ha presieduta -, Francesco riflette sul gesto del cireneo, sul suo cuore e sul suo passo al seguito di Gesù. Si sofferma in particolare sull’andatura tenuta da Simone di Cirene dietro a Cristo, «perché ci insegna che Gesù viene incontro a tutti, in qualsiasi situazione. Quando vediamo la moltitudine di uomini e donne che odio e violenza gettano sulla via del Calvario – scrive il vescovo di Roma – ricordiamoci che Dio trasforma questa via in luogo di redenzione, perché l’ha percorsa dando la sua vita per noi. Quanti cirenei portano la croce di Cristo! Li riconosciamo? Vediamo il Signore nei loro volti, straziati dalla guerra e dalla miseria? Davanti all’atroce ingiustizia del male, portare la croce di Cristo non è mai vano, anzi, è la maniera più concreta di condividere il suo amore salvifico».

(foto: Vatican Media)

La Domenica delle Palme apre la Settimana Santa durante la quale si ripercorre la Passione, morte e risurrezione del Figlio di Dio. Passione che, sottolinea Francesco, «diventa compassione quando tendiamo la mano a chi non ce la fa più, quando solleviamo chi è caduto, quando abbracciamo chi è sconfortato». Il suggerimento del pontefice è quello di meditare «come portare la croce: non al collo, ma nel cuore. Non solo la nostra, ma anche quella di chi soffre accanto a noi; magari di quella persona sconosciuta che il caso – ma è proprio un caso? – ci ha fatto incontrare».

Nell’omelia, Bergoglio prende in esame anche il «modo, inatteso e sconvolgente, col quale il cireneo viene coinvolto nella storia della salvezza, dove nessuno è straniero, nessuno è estraneo». Nell’essersi caricato sulle spalle la croce di Gesù, Simone di Cirene compie un gesto «ambivalente – scrive il Papa -. Da un lato, infatti, viene obbligato a portare la croce: non aiuta Gesù per convinzione, ma per costrizione. Dall’altro, egli si trova a partecipare in prima persona alla Passione del Signore. La croce di Gesù diventa la croce di Simone». Da qui una comparazione tra il cireneo, che non aveva mai incontrato Gesù, e Simon Pietro, colui che diventerà il primo Papa, colui che per tre anni aveva seguito Gesù, era stato testimone dei miracoli, aveva ascoltato i suoi discorsi, promesso che lo avrebbe seguito sempre. Mentre il primo si fa carico della croce di Gesù, Pietro lo abbandona. «Simone di Galilea dice, ma non fa – sottolinea Francesco -. Simone di Cirene fa, ma non dice: tra lui e Gesù non c’è alcun dialogo, c’è solo il legno della croce».

(foto: Vatican Media)

La celebrazione liturgica ha avuto inizio dall’obelisco al centro dell’ovale berniniano. Il cardinale Sandri ha benedetto le 150 palme e i 200mila ramoscelli di ulivo distribuiti ai fedeli, forniti dall’Associazione nazionale città dell’olio del Lazio, alcune “palme fenix” donate dal Cammino Neocatecumenale e i tradizionali palmurelli intrecciati donati da un’impresa di Sanremo. La lunga processione, composta da 36 cardinali, 30 vescovi e 400 fedeli portatori di palme, ha quindi raggiunto l’altare posizionato sul sagrato, passando tra due ali di folla che agitava i ramoscelli di ulivo. Nonostante il cattivo tempo e la leggera pioggia che di tanto in tanto ha costretto i fedeli ad aprire gli ombrelli, secondo fonti vaticane erano oltre 20mila i presenti alla celebrazione. Nei settori della piazza alcune bandiere, tra le quali quella dell’Ucraina. Come da tradizione, piazza San Pietro è stata adornata con gli alberelli di ulivo posizionati ai piedi delle statue dei santi Pietro e Paolo e nei pressi dell’obelisco.

Per la nona domenica consecutiva, il testo dell’Angelus, preparato da Papa Francesco, è stato diffuso dalla Sala stampa della Santa Sede. «Vi ringrazio tanto per le vostre preghiere – scrive il pontefice -. In questo momento di debolezza fisica mi aiutano a sentire ancora di più la vicinanza, la compassione e la tenerezza di Dio». Francesco chiede quindi preghiere per quanti soffrono a causa della guerra, della povertà e dei disastri naturali e rivolge un pensiero particolare per le vittime del crollo di una discoteca a Santo Domingo.

(foto: Vatican Media)

«Il 15 aprile – si legge ancora nel testo – ricorrerà il secondo triste anniversario dell’inizio del conflitto in Sudan, con migliaia di morti e milioni di famiglie costrette ad abbandonare le proprie case. La sofferenza dei bambini, delle donne e delle persone vulnerabili grida al cielo e ci implora di agire. Rinnovo il mio appello alle parti coinvolte, affinché pongano fine alle violenze e intraprendano percorsi di dialogo, e alla comunità internazionale, perché non manchino gli aiuti essenziali alle popolazioni». Nelle parole di Bergoglio anche il ricordo del Libano, «dove cinquant’anni fa cominciò la tragica guerra civile: con l’aiuto di Dio possa vivere in pace e prosperità». Non solo: Francesco ha auspicato che la pace possa presto giungere anche «nella martoriata Ucraina, in Palestina, Israele, Repubblica Democratica del Congo, Myanmar, Sud Sudan».

14 aprile 2025