Il piano pastorale diocesano: l’icona dei discepoli di Emmaus

Presentate dai vescovi ausiliari nei vari settori le linee guida del cammino della Chiesa di Roma, insieme allo statuto del Consiglio pastorale parrocchiale e alle schede bibliche per la lectio divina nelle parrocchie. Le coordinate: partecipazione, comunione e missione

Sono stati i vescovi ausiliari a consegnare ieri sera, 5 ottobre, ai rispettivi settori di appartenenza il piano pastorale diocesano, insieme allo statuto del Consiglio pastorale parrocchiale e alle schede bibliche per la lectio divina nelle parrocchie. L’icona biblica di riferimento: i discepoli di Emmaus. Attorno a questa immagina, si articola un cammino scandito da tre parole chiave: partecipazione, comunione e missione. Saranno la guida della fase sapienziale del cammino pastorale della Chiesa di Roma, come si legge nel testo del programma pastorale, pienamente inserito all’interno del cammino della Chiesa italiana, tracciato negli orientamenti metodologici per il discernimento della fase sapienziale nelle diocesi preparati dalla Cei.

In apertura del documento, il discorso di Papa Francesco ai partecipanti all’incontro nazionale dei referenti diocesani del Cammino sinodale dello scorso 25 maggio, in Aula Paolo VI, con la consegna di «continuare a camminare», di «fare Chiesa insieme» e di «essere una Chiesa aperta». Quindi l’intervento del cardinale vicario Angelo De Donatis nella basilica di San Giovanni in Laterano il 23 giugno, nel quale ripercorreva brevemente «alcuni dei passaggi vissuti come Chiesa di Roma negli ultimi anni, per poter meglio collocarci nel presente e per aiutarci a dare l’avvio all’anno pastorale che ci aspetta». A cominciare dal fatto che, «in accordo con quello che ci ha sempre detto Papa Francesco, abbiamo superato fin dall’inizio la logica dei piani pastorali annuali e dei convegni. È stata una decisione coraggiosa – sono le parole del vicario -. Bisognava mettere in evidenza che al centro della missione della Chiesa c’è lo Spirito Santo e non la capacità umana di saper pianificare. È lo Spirito Santo la sorgente e il segreto motore dell’evangelizzazione, non la Chiesa, non noi».

Dopo la fase narrativa, con il nuovo anno pastorale il Cammino sinodale entra nella sua fase sapienziale, di cui vengono offerte alcune linee guida. Nelle parole di De Donatis, «significa decidere con coraggio di affrontare la sfida del discernimento comunitario della voce dello Spirito».  Discernimento di cui è icona il racconto di Emmaus. «Dopo aver dedicato tempo all’ascolto della Parola di Dio unito all’ascolto tra di noi e all’ascolto di tutti – si legge nel testo -, continuiamo il nostro percorso tenendo conto di alcune coordinate storiche che rendono ancora più chiaro l’invito di Dio alla nostra Chiesa». Anzitutto, appunto, il Cammino sinodale della Chiesa universale e italiana, con l’avvio della fase sapienziale; la piena attuazione della nuova Costituzione per il Vicariato di Roma “In Ecclesiarum Communione”, «con particolare attenzione agli organismi di partecipazione che vanno avviati, incoraggiati e accompagnati affinché sia sempre più evidente la partecipazione di tutto il popolo di Dio alla vita della chiesa». Ancora, la ripresa degli insegnamenti del Concilio Vaticano II, 60 anni dopo la sua celebrazione, «verificando se sono state recepite le indicazioni fondamentali». Infine, la preparazione al Giubileo del 2025, «con ciò che comporta nella comprensione di nuove opportunità per gli ultimi della storia», e il 10° anniversario di “Evangelii Gaudium” di Francesco, «con le indicazioni di rinnovamento ecclesiale proposte per affrontare il cambiamento d’epoca in atto».

Non mancano alcune proposte pratiche. Relativamente al nuovo statuto del Consiglio pastorale parrocchiale, ad esempio, si suggerisce di realizzare nelle comunità alcuni incontri di preparazione, «affinché il testo sia inserito dentro una visione di Chiesa che rimarchi la comunione e la piena partecipazione di tutto il popolo di Dio». Tra ottobre e novembre si potrebbero vivere nelle parrocchie anche «uno o due incontri suggeriti dalle schede bibliche, secondo il metodo della conversazione spirituale. Si curi di preparare bene questo incontro e quello dei seguenti mesi, magari con una piccola equipe – è la proposta -, presentando l’icona biblica e il tema, arricchendo se possibile la presentazione con riferimenti alle quattro costituzioni conciliari e ad Evangelii Gaudium». Sempre in questo periodo «verranno riavviate in dieci luoghi della diocesi le Scuole di Teologia per Laici, da far conoscere e promuovere», è l’altra indicazione. Ricordando infine il 25 novembre il decennale di Evangelii Gaudium – occasione nella quale «verificheremo i passi compiuti nella direzione della “conversione pastorale”, cioè la nostra “recezione” dell’esortazione apostolica» – viene rinnovato l’invito a rileggerla, «da soli e insieme; magari riconsegnarla alle nostre comunità» e a «fare riferimento costante a essa nei nostri incontri».

Tutti i documenti sono disponibili in versione integrale sul sito della diocesi di Roma.

6 ottobre 2023