Sono la teologa tedesca Marianne Schlosser e l’architetto italiano Mario Botta i vincitori dell’ottava edizione del Premio Ratzinger, promosso dalla Fondazione vaticana Joseph Ratzinger. Lo ha annunciato questa mattina, 20 settembre, in una conferenza stampa in Vaticano il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della cultura. La consegna del Premio, ha spiegato, è in programma per il 17 novembre, al termine del Convegno di studio che quest’anno viene organizzato a Roma, insieme all’Università Lumsa, il 15 e 16 novembre sul tema “Diritti fondamentali e conflitti fra diritti”.

Marianne Schlosser, nata nel 1959 a Donauwörth, in Baviera, è una teologa cattolica, ordinario di Teologia della spiritualità nella facoltà di Teologia cattolica dell’Università di Vienna dal 2004. «Profonda conoscitrice della teologia e della spiritualità della Patristica e del Basso Medioevo, con particolare attenzione agli Ordini mendicanti, ha tradotto in tedesco gran parte dell’opera di san Bonaventura ed è stata curatrice del Volume II dell’Opera Omnia di Joseph Ratzinger su “L’idea di Rivelazione e la Teologia della storia di Bonaventura”», ha ricordato Ravasi. Nel 2014, ha proseguito, «è stata nominata da Papa Francesco membro della Commissione teologica internazionale».

Si tratta della seconda volta che il Premio è attribuito a una donna, ha evidenziato padre Federico Lombardi, presidente del Consiglio di amministrazione della Fondazione Ratinger, «a riprova del qualificato e crescente contributo femminile nel campo delle scienze teologiche». Nel 2014 infatti il Premio era stato assegnato ad Anne-Marie Pellettier.

Il premio a Mario Botta, “archistar” internazionale nato nel 1943 a Mendrisio, in Svizzera, è un premio alla «via pulchritudinis», ha commentato Ravasi. «L’universale non è solo il vero e il bonum, c’è anche il pulchrum. Fra le archistars attuali – ha detto il cardinale – Mario Botta è quello che in assoluto più di tutti ha elaborato e costruito edifici sacri, circa una ventina, tra cui una sinagoga cimbalista e una moschea che sta costruendo in Cina». Tra gli edifici di culto costruiti da Botta, la chiesa di San Giovanni Battista a Mogno, la cattedrale di Évry a Parigi e la concattedrale del Santo Volto a Torino. Botta è autore, inoltre, di una delle cappelle esposte nel “padiglione” della Santa Sede nell’Isola di San Giorgio, alla Biennale di architettura in corso a Venezia.

20 settembre 2018