Rebibbia, impossibile donazione organi per il piccolo gettato dalle scale

La nota diffusa dal Bambino Gesù: è stato impossibile ottenere il consenso valido e in tempo utile da entrambi i genitori. Il grazie «a tutte le istituzioni che hanno collaborato nella gestione di questo difficile e drammatico caso»

«Con riferimento al bimbo giunto al Bambino Gesù dal carcere di Rebibbia e ricoverato nella terapia intensiva dell’Ospedale, si comunica che non è stato possibile procedere, purtroppo, con l’espianto degli organi. L’Ospedale ringrazia l’autorità giudiziaria, il Centro nazionale e regionale dei trapianti e tutte le istituzioni che hanno collaborato nella gestione di questo difficile e drammatico caso». Poche righe, arrivate nel pomeriggio di ieri, 20 settembre, dal Bambino Gesù per comunicare l’esito della corsa contro il tempo relativa alla vicenda del piccolo di quasi 2 anni gettato dalle scale della sezione Nido del carcere di Rebibbia dalla madre, insieme alla sorellina di pochi mesi, morta sul colpo, tre giorni fa, il 18 settembre.

Il bambino era arrivato all’Ospedale pediatrico in gravissime condizioni; mercoledì 19 l’annuncio della morte cerebrale, quindi la ricerca del padre, rintracciato poi in un carcere in Germania, e l’avvio dell’iter per autorizzare l’espianto degli organi. Impossibile, tuttavia, ottenere un consenso valido e in tempo utile da entrambi i genitori. La madre del bambino è attualmente nel reparto di psichiatria dell’Ospedale Pertini, tenuta sotto osservazione, e per lei il suo avvocato parla di una «totale incapacità di intendere e di volere». Nel frattempo il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha rimosso i vertici della casa circondariale femminile: «Sono stati commessi errori».

21 settembre 2018