Il presidente Cei Zuppi: in politica «si comincia da quelli che soffrono di più»
Il cardinale è intervenuto alla presentazione delle celebrazioni per la festa di San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia, in programma il 3 e 4 ottobre, rispondendo anche alle domande dei giornalisti sulle prossime elezioni. «La bussola: la dottrina sociale della Chiesa»
La dottrina sociale della Chiesa: per il presidente della Cei Matteo Zuppi è questa «la grande bussola, il punto di riferimento» per i cattolici in politica. Lo ha ribadito ieri, 5 settembre, rispondendo alle domande dei giornalisti, a margine della presentazione delle celebrazioni per la festa di San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia, il 3 e 4 ottobre. Mettendo in guardia delle polarizzazioni, che «non vanno bene dappertutto, perché schierarsi non fa capire», il cardinale ha evidenziato che «la dottrina sociale della Chiesa mette sempre al centro la persona e difende la vita». In politica, ha aggiunto, «si comincia da quelli che soffrono di più e non sono trattate come persone. La Chiesa è di tutti, ma particolarmente dei poveri».
A rappresentare tutti gli italiani il 4 ottobre, nella città del Poverello, sarà il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che accenderà la lampada votiva dei Comuni d’Italia a nome di tutto il popolo italiano, prima di rivolgere un messaggio al Paese dalla loggia del Sacro Convento di San Francesco. Innovando la tradizione, quest’anno per il pellegrinaggio sul luogo del Transito e il
gesto dell’offerta dell’olio presso la Tomba di San Francesco non è stata coinvolta una singola Regione ma la Conferenza episcopale italiana. L’obiettivo: «Promuovere una partecipazione che si
faccia gesto di gratitudine per quanti si sono prodigati nel far fronte alla pandemia: istituzioni civili e militari, operatori sanitari, famiglie, mondo del volontariato e della scuola, realtà caritative ed
ecclesiali», è stato spiegato ieri, nella conferenza stampa che si è svolta nella Sala Marconi della Radio Vaticana. Sarà anche l’occasione, in particolare durante la Messa del 4 ottobre, per elevare «una preghiera speciale per l’Italia e per la pace».
Il carattere straordinario dell’appuntamento di quest’anno è stato messo in luce proprio dal presidente dei vescovi italiani. «Vogliamo, con questo nostro gesto, divenire un segno per l’Italia e vogliamo altresì pregare per l’Italia – le parole di Zuppi -, perché essa progredisca sempre più nella sua vocazione di popolo ponte fra le nazioni, popolo solido e solidale capace di trarre dalla propria radice cristiana spunti e suggerimenti per tracciare vie nuove, fondate sul dialogo e sulla collaborazione con tutti». Lo ha evidenziato anche il custode del Sacro Convento di San Francesco Marco Moroni: «La pandemia – ha osservato – ci ha riportato a constatare ciò che san Francesco ha vissuto a livello personale e cioè che la vita di ciascuno di noi migliora veramente non se abbiamo di più, non se siamo più forti o potenti, ma se siamo capaci di prenderci cura di chi ha più bisogno, di chi da solo non ce la fa». L’auspicio allora, di cui si è fatto portavoce un altro frate francescano, il custode del Convento della Porziuncola in Santa Maria degli Angeli Massimo Travascio, è che «la memoria viva dell’italiano san Francesco, il Poverello di Assisi, ci aiuti tutti a cogliere con gioia il vero senso della vita, il cuore del Vangelo: donarsi senza misura per amore di Dio e dei fratelli».
Alla conferenza stampa è arrivato anche il messaggio del vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino Domenico Sorrentino, che mette l’accento sulla «bellezza di questo evento, che vede in qualche modo l’Italia intera, nel contesto di questi anni difficili, stringersi intorno al Santo Patrono per esprimere sentimenti di gratitudine e guardare al futuro con rinnovata speranza». Quindi, dal sindaco Stefania Proietti l’esortazione a «guardare ad Assisi come la “città sul monte”, per il suo essere culla e simbolo dei valori francescani» e a «considerare Assisi come la propria “casa”».
Diverse, nella cittadina umbra, le iniziative che precederanno la festa di San Francesco. A cominciare dal 1° ottobre sarà aperta per la prima volta al pubblico la Torre del Popolo, risalente al XIII secolo e rappresentata da Giotto nel primo affresco del ciclo della Basilica Superiore di San Francesco, il cui orologio ancora oggi scandisce i ritmi della città. Il 3 ottobre, poi, alle 9.30, nel Refettorio del Convento della Porziuncola sarà presentato il riconoscimento “Rosa d’Argento”, assegnato ogni anno a una donna che si è distinta come testimone di fede, speranza e carità, sull’esempio di Jacopa de’ Settesoli, amica di San Francesco, che procurò al santo, ormai vicino alla morte, come da lui chiesto, un panno per avvolgere il suo corpo, molti ceri, la sindone per il volto, un cuscino per il capo e alcuni mostaccioli. La solenne commemorazione del Transito del poverello di Assisi è prevista alle 17.30, nella basilica di Santa Maria degli Angeli in Porziuncola, dove ad accogliere le autorità sarà Massimo Travascio, frate minore, custode del Protoconvento. Il 4 ottobre infine la celebrazione della festa, con la solenne celebrazione eucaristica nella basilica superiore di San Francesco presieduta dal presidente Cei Zuppi e l’accensione della lampada votiva da parte del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
6 settembre 2022

