Il primo Angelus del Papa in diretta tv e streaming

Piazza san Pietro quasi deserta. La vicinanza di Francesco agli ammalati e la preghiera per la Siria. Mercoledì 11 marzo analoga modalità per l’udienza generale

Le immagini dei maxischermi in una piazza San Pietro quasi deserta e quelle di tv, computer e smartphone che rimandavano le parole del Papa nel primo Angelus in diretta tv e streaming deciso dalla Santa Sede in relazione alla particolare situazione dovuta al rischio di diffusione del Covid-19. Davvero uno scenario inedito quello per la preghiera mariana di domenica 8 marzo, con il testo della meditazione letto dalla biblioteca del Palazzo apostolico e non dalla finestra dello studio privato, come di consueto.

«Sono vicino con la preghiera – ha detto il Papa – alle persone che soffrono per l’attuale epidemia di coronavirus e a tutti coloro che se ne prendono cura. Mi unisco ai miei fratelli vescovi nell’incoraggiare i fedeli a vivere questo momento difficile con la forza della fede, la certezza della speranza e il fervore della carità. Il tempo di Quaresima ci aiuti a dare tutti un senso evangelico anche a questo momento di prova e di dolore».

«È un po’ strana questa preghiera dell’Angelus di oggi – aveva esordito a braccio -, col Papa “ingabbiato” nella Biblioteca, ma io vi vedo, vi sono vicino. Ma questo modo di oggi di pregare l’Angelus lo facciamo per compiere le disposizioni preventive, così da evitare piccoli affollamenti di gente che possono favorire la trasmissione del virus». Il Papa, durante il suo discorso letto in piedi davanti a un leggìo e la recita della preghiera mariana, è apparso in buone condizioni di salute, dopo il raffreddore che lo aveva colpito nei giorni scorsi.

«Adesso mi affaccerò per vedervi un po’ in tempo reale», ha detto papa Francesco rivolgendosi ai fedeli al termine dell’Angelus. Dopo qualche istante di attesa, la finestra su piazza san Pietro si è aperta e il pontefice ha salutato i fedeli presenti e li ha benedetti. Dopo la recita della preghiera Francesco aveva salutato le associazioni e i gruppi che si impegnano in solidarietà con il popolo siriano e specialmente con gli abitanti della città di Idlib e del nord-ovest della Siria costretti a fuggire dai recenti sviluppi della guerra. «Cari fratelli e sorelle, rinnovo la mia grande apprensione, il mio dolore per questa situazione disumana di queste persone inermi, tra cui tanti bambini, che stanno rischiando la vita. Non si deve distogliere lo sguardo di fronte a questa crisi umanitaria, ma darle priorità rispetto ad ogni altro interesse. Preghiamo per questa  gente, questi fratelli e sorelle nostri, che soffrono tanto al nord-ovest della Siria, nella città di Idlib».

Francesco ha disposto che le Messe da lui celebrate in forma privata a Santa Marta – sospesa la partecipazione dei fedeli ospiti – nei prossimi giorni siano trasmesse in diretta, anche tramite il player di Vatican News, e distribuite da Vatican Media ai media collegati e a quelli che ne facciano richiesta, per consentire a chi lo vorrà di seguire le celebrazioni in unione di preghiera al Vescovo di Roma.

Anche l’udienza generale di mercoledì 11 marzo sarà trasmessa in diretta tv e streaming e non si terrà in piazza San Pietro. «Tali scelte – ha sottolineato la Santa Sede attraverso la Sala stampa – si rendono necessarie per evitare rischi di diffusione del Covid-19 dovuti ad assembramenti nel corso dei controlli di sicurezza per l’accesso alla piazza, come richiesto anche dalle autorità italiane».

9 marzo 2020