Il Regina Coeli di Francesco: «Cristo è vivo, Cristo è accanto a me»

Nella preghiera in streaming dalla Biblioteca del Palazzo apostolico, la riflessione sull’annuncio dell’angelo. «Vani tutti i progetti dei nemici di Gesù»

L’annuncio della risurrezione, al centro della meditazione di Francesco di ieri, 5 aprile, nella preghiera del Regina Coeli, trasmessa in streaming dalla Biblioteca privata del Palazzo apostolico. «L’immagine dell’angelo seduto sulla pietra del sepolcro è la manifestazione concreta, la manifestazione visiva della vittoria di Dio sul male, la manifestazione della vittoria di Cristo sul principe di questo mondo, la manifestazione della vittoria della luce sulle tenebre», ha spiegato Francesco, precisando che «la tomba di Gesù non è stata scoperchiata per un fenomeno fisico ma per l’intervento del Signore». Proprio per questo, «tutti i progetti e le difese dei nemici e dei persecutori di Gesù sono stati vani. I sigilli sono caduti tutti».

Il Papa si è soffermato sulle parole dell’evangelista Matteo. «L’aspetto dell’angelo “era come folgore e il suo vestito bianco come neve”. Questi dettagli sono simboli che affermano l’intervento di Dio stesso, portatore di un’era nuova, degli ultimi tempi della storia, perché con la risurrezione di Gesù è cominciato un tempo della storia che potrà durare migliaia di anni». L’espressione «è risorto», ha continuato, va oltre le capacità umane: «Anche le donne che erano andate al sepolcro e l’avevano trovato aperto e vuoto, non potevano affermare: “È risorto” ma solo che il sepolcro era vuoto. È risorto è un messaggio: che Gesù fosse risorto lo poteva dire soltanto un angelo, col potere di essere un annunciatore del cielo, dato da Dio per dirlo. Così come un angelo aveva potuto dire a Maria: “Concepirai un figlio e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo”». Per questo, ha evidenziato ancora il pontefice, «diciamo che è un angelo, perché solo un angelo, con la forza di Dio può dire Gesù è risorto. L’evangelista Matteo narra che in quell’alba di Pasqua vi fu un gran terremoto. Un angelo del Signore, infatti, sceso dal cielo, si avvicinò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa. Quella grande pietra, che avrebbe dovuto essere il sigillo della vittoria del male e della morte, è stata messa sotto i piedi, diventa sgabello dell’angelo del Signore».

Nell’analisi di Francesco, anche il ruolo del «signore denaro», che interviene anche nella risurrezione di Cristo, «per negarla», ha spiegato commentando la reazione della guardie di fronte al sepolcro vuoto. «Non riescono a fronteggiare la forza travolgente di Dio – ha spiegato – e sono sconvolte da un terremoto interiore: erano tramortite. La potenza della risurrezione abbatte coloro che erano stati utilizzati per garantire l’apparente vittoria della morte. E cosa dovevano fare queste guardie? – ha commentato a braccio -. Andare da coloro che gli avevano dato l’ordine di custodire e dire la verità. Erano davanti a un’opzione: o dire la verità o lasciarci convincere da coloro che gli avevano dato il mandato di custodire. E l’unico modo di convincerli erano i soldi. Questa povera gente, poveri, hanno venduto la verità, e con i soldi in tasca sono andati a dire: “Sono venuti i discepoli e hanno rubato il corpo”».

Diversa la reazione delle donne, «invitate espressamente dall’angelo del Signore a non temere, e non temono alla fine: “Voi non abbiate paura!”, e a non cercare Gesù nella tomba. Dalle parole dell’angelo possiamo raccogliere un prezioso insegnamento – ha detto Francesco -: non stanchiamoci mai di cercare il Cristo risorto, che dona la vita in abbondanza a quanti lo incontrano. Trovare Cristo significa scoprire la pace nel cuore. Le stesse donne del Vangelo, dopo il turbamento iniziale, provano una grande gioia nel ritrovare vivo il Maestro. In questo tempo pasquale, auguro a tutti di fare la medesima esperienza spirituale, accogliendo nel cuore, nelle case e nelle famiglie il lieto annuncio della Pasqua – l’invito -. Cristo risorto più non muore, la morte non ha più potere su di Lui».

Francesco ha proseguito quindi a braccio, soffermandosi sull’«annuncio della Pasqua: Cristo è vivo, Cristo accompagna la mia vita, Cristo è accanto a me, Cristo bussa alla porta del mio cuore perché lo lasci entrare, Cristo è vivo. In questi giorni pasquali – ha detto – ci farà bene ripetere questo: il Signore vive. Questa certezza ci induce a pregare, oggi e durante tutto il periodo pasquale: “Regina Caeli, laetare. Regina del Cielo, rallegrati”. L’angelo Gabriele l’aveva salutata così la prima volta: “Rallegrati, piena di grazia!”. Ora la gioia di Maria è piena: Gesù vive, l’amore ha vinto. Che possa essere anche la nostra gioia!».

Da ultimo, le parole del Papa agli anziani e ai malati: «Vi sono vicino». Quindi, un corale augurio pasquale, per questa seconda Pasqua in tempo di pandemia: «Buona, serena e santa Pasqua a tutti. Non dimenticare di pregate per me».

6 aprile 2021