Il sostegno dall’8 per mille: storie di bambini e famiglie
Domenica 17 aprile la Giornata diocesana di sensibilizzazione. Uno strumento per dare risposte concrete alle problematiche dei nostri quartieri
Domenica 17 aprile la Giornata diocesana di sensibilizzazione. Uno strumento per dare risposte concrete alle problematiche che vivono i nostri quartieri
Cosa posso fare per gli altri? E come posso farlo se non ho tempo e soldi? Queste domande non sono infrequenti e domenica 17 aprile, in occasione della Giornata diocesana di sensibilizzazione per la firma dell’8xmille alla Chiesa cattolica, potreste scoprire quanto sia sorprendente la risposta.
Forse non sapete che qualche anno fa avete aiutato Mario (nome di fantasia, per storie vere, così come nel resto dell’articolo), un bambino di 11 anni proveniente da una famiglia difficile di un quartiere disagiato di Roma. A Tor Bella Monaca, qui vive Mario, ogni anno centinaia di giovani smettono di studiare o cominciano a far uso di droghe. Voi l’avete aiutato in un momento in cui era ad altissimo rischio dispersione. Grazie a voi ha trovato un luogo dove passare le sue giornate, dalla merenda alla cena, e dove stare con i propri coetanei per studiare, giocare e imparare a gestire un luogo comune di crescita. Mario ha superato la sua adolescenza anche grazie al progetto «Casa Mia, Casa Nostra» di cui adesso è diventato uno dei volontari. In modo da restituire un pizzico di ciò che ha ricevuto aiutando i bambini che vivono esperienze di vita simili alla sua.
Se non vi basta sapere di aver aiutato Mario, sappiate che avete anche contribuito a comprare i libri di testo a Beatrice, che vive da sola con una madre disoccupata. Senza il vostro aiuto, e al progetto «Io a scuola grazie a te», avrebbe probabilmente rinunciato alla scuola fermandosi alla terza media.
Avete anche salvato anche chissà quanti matrimoni. Per esempio, Guido e Marcella e i loro tre figli vi ringraziano profondamente. Probabilmente non avete mai sentito parlare di loro ma erano arrivati a un punto di totale rottura. Entrambi avevano già contattato i rispettivi avvocati per iniziare le pratiche di separazione. Fino al giorno in cui una coppia di amici gli ha detto: «Perché non provate “Betania”? Non la città della Palestina, ma un centro al servizio della diocesi di Roma dove si ascoltano e accompagnano le coppie in difficoltà». Guido e Marcella si sono presentati abbastanza sfiduciati in un disperato tentativo, più per i figli che per se stessi. Eppure qualcosa è scattato. Una volta lì, sono stati accolti e hanno ricevuto dei consigli da un’altra coppia formata su questo tipo di problematiche: nuovi modi di parlarsi, ascoltarsi e di stare insieme. È stato un po’ come ricevere dei compiti per casa. Così, nel giro di qualche mese, è cominciato a rinascere un nuovo interesse, una nuova attrazione (seppur con ovvii momenti di crisi e di ripartenza) fino a riuscire a fare una cosa nuova del loro matrimonio. Non solo per i figli ma per la gioia di se stessi.
Come avete fatto tutte queste opere buone? Con una semplice firma: quella dell’otto per mille alla Chiesa Cattolica con cui si danno risposte concrete alle problematiche che vivono quotidianamente i nostri quartieri e le nostre famiglie. Fare qualcosa per gli altri a costo zero? Probabilmente ci mettereste la firma. Ed è quella dell’8 per mille. (Raffaele Buscemi)
13 aprile 2016

