Il vescovo di Odessa: «Quanta gente ancora deve essere uccisa dalla Russia membro dell’Onu?»

Il presule parla al Sir dopo la diffusione delle immagini della strage di civili perpetrata nei dintorni di Kiev. «Se dovessimo cadere anche noi nelle loro mani, succederebbe la stessa cosa qui»

«Quante gente ancora deve essere uccisa, quante città bruciate e rase a suolo, quante persone devono essere torturate dalla Russia, come membro dell’Onu e membro che nel Consiglio di sicurezza dell’Onu ha potere di veto?». Il vescovo di Odessa-Simferopol Stanislav Szyrokoradiuk rivolge questa domanda disperata all’Agenzia Sir, raccontando gli attacchi contro la città portuale che si affaccia sul Mar Nero. «Durante il giorno la vita scorre normale come al solito – afferma -. La città continua però a essere mezza vuota. Non sembra che ci sia la guerra se non fosse che le barricate e i militari armati ci ricordano che siamo in pieno conflitto. Sono però diventati più frequenti gli allarmi e anche le esplosioni, soprattutto la notte. E se prima i missili colpivano fuori la città, ora purtroppo cominciano a cadere dentro».

All’alba di domenica 3 aprile era stata colpita una raffineria di petrolio, da cui era scoppiato un incendio; nella notte successiva, un missile russo ha raggiunto una delle strutture della città. Parte dei missili lanciati sono stati però intercettati dalla contraerea e non ci sono state vittime. In tanti hanno lasciato Odessa, riferisce Szyrokoradiuk . «Chi è partito lo ha fatto perché conosceva qualcuno o sapeva dove andare. Quelli che invece ora sono rimasti sono  la fascia della popolazione più svantaggiata, i poveri, gli anziani e gli ammalati». Il vescovo e i suoi preti, così come le comunità religiose, hanno scelto di restare con loro, lasciando le chiese aperte. «Siamo sempre con la gente – assicura il presule -. Le persone pregano e sperano nell’aiuto di Dio e più di tutto temono il tradimento e l’indifferenza del mondo a questo problema della guerra. Non solo Odessa, ma tutta l’Ucraina per i russi è importante – prosegue -. Hanno cominciato da Kiev e adesso bombardano tutte le città del Paese. Hanno colpito anche vicino a Leopoli».

Da Szyrokoradiuk infine un avvertimento: «Se Odessa dovesse cadere nelle mani dei russi, succederebbe qui quello che è successo a Bucha e Irpin. Abbiamo visto cosa è successo nelle zone occupate dai russi. È stato un massacro. Prestate attenzione a quello che stanno facendo. Se dovessimo cadere anche noi nelle loro mani, succederebbe la stessa cosa qui».

5 aprile 2022