Il vicario alla diocesi: «Mi impegno a essere come colui che serve»

Alla vigilia del Concistoro, Reina si rivolge alla comunità ecclesiale: «Nella notizia della mia creazione a cardinale, ho sentito un riferimento a tutti i cristiani di Roma»

È indirizzato «al popolo di Dio che è in Roma» il messaggio del vicario Baldo Reina, a pochi giorni dal Concistoro del 7 dicembre. Un appuntamento che «coinvolge in modo significativo la diocesi di Roma; al vicario sarà chiesto di collaborare con il Santo Padre all’interno del Collegio cardinalizio – scrive -, unendo il servizio alla Chiesa universale con quello alla Chiesa locale, all’interno di un paradigma di comunione. Tutto ciò che ha una valenza ecclesiale ha un orizzonte che supera il riferimento alla singola persona. Dal momento in cui ho appreso la notizia della mia creazione a cardinale – si legge ancora nel messaggio – ho sentito che dentro il mandato di vicario vi fosse un riferimento a tutti i cristiani di Roma; ed è per voi che intendo svolgere la missione che mi è stata affidata».

«Occhi alti, mani unite, piedi nudi». Riprendendo le parole affidate da Francesco ai cardinali eletti il 6 ottobre, Reina indica lo stile dell’«impegno che mi attende da qui in avanti. A tutti chiedo di pregare affinché il Signore mi custodisca in questi tre atteggiamenti, rendendomi un pastore orante, generoso e povero». E ancora: «Mi impegno a essere come colui che serve, a immagine di  Colui che ha servito fino a dare la vita per tutti; servizio nella linea della comunione, del dialogo aperto, dello sguardo evangelico sulla città, dell’ascolto di ciò che lo Spirito dice alla Chiesa, della  lettura dei segni dei tempi perché si realizzi, con maggiore efficacia, la pedagogia dell’Incarnazione».

Guardando al suo percorso, il vicario assicura: «Ho sperimentato personalmente che è il Signore a condurre la storia; coloro che sono scelti sono fedeli alla missione affidata solo se non smettono di vivere intimamente uniti a Lui con profonda umiltà. Sento di avere bisogno di tutti in particolare dei sacerdoti – aggiunge -; desidero ascoltarvi e servirvi. Riconosco quanto sia prezioso il lavoro pastorale di ciascuno di voi, che spesso nascosto  e svolto in contesti difficili. Voi sacerdoti siete la cucitura primaria di questa Chiesa; il mio servizio non potrà che essere a favore della comunione e della fraternità che il Maestro ci richiede. E a voi laici, impegnati nelle varie realtà della nostra diocesi, assicuro la mia vicinanza, stima e gratitudine».

In conclusione, l’affidamento «alla materna protezione della Salus Populi Romani» e l’appuntamento al pomeriggio dell’8 dicembre, «alla Santa Messa che presiederò alle 17.30 nella basilica di San Giovanni in Laterano».

2 dicembre 2024