A Gaza 50mila bambini colpiti da malnutrizione acuta
Russell (Unicef): «Aiuti umanitari e forniture commerciali devono potere raggiungere in sicurezza i piccoli». Msf: «Mancano farmaci e cibo per i pazienti»
«Nessun bambino dovrebbe morire di fame o essere schiacciato a morte dalla disperazione per un pezzo di pane. Eppure, circa 50mila bambini a Gaza sono colpiti da malnutrizione acuta. Gli aiuti umanitari e le forniture commerciali devono poter raggiungere in sicurezza i bambini che hanno bisogno». La direttrice generale dell’Unicef Catherine Russella affida a un post su X la denuncia della situazione nella Striscia, dove gli aiuti umanitari sono ormai al minimo.
Identico allarme arriva anche dai team di Medici senza frontiere (Msf), che allertano sulle conseguenze critiche di questa situazione sulla saluto di chi ha bisogni medici e sulla possibilità di fornire loro assistenza. I pazienti pediatrici sono senza adeguata terapia per il dolore, denunciano. Mancano medicine, garze e antibiotici. E con l’arrivo dell’inverno i casi medici legati alla carenza di cibo, acqua e rifugi adeguati sono destinati ad aumentare.
A spiegarlo è Caroline Seguin, coordinatrice dell’emergenza di Msf a Gaza. «La carenza di forniture essenziali è tale che in alcuni casi siamo costretti a mandar via i pazienti dalle strutture – riferisce -. Le restrizioni e gli ostacoli imposti delle autorità israeliane per far entrare gli aiuti continuano a ostacolare gravemente la nostra capacità di fornire assistenza». Nelle ultime settimane, ricordano dall’organizzazione, diversi camion – compresi quelli che trasportavano le forniture di Msf – sono stati attaccati e derubati, mentre altri carichi, pur autorizzati all’ingresso, restano bloccati al confine in attesa che le condizioni diventino sufficientemente sicure per procedere al trasporto. Il numero di camion che entra a Gaza è diminuito di quattro volte dallo scorso luglio. Ciò significa che entrano 40 camion umanitari al giorno, rispetto ai 500 camion che entravano ogni giorno prima del 7 ottobre 2023.
Le carenze di farmaci e attrezzature mediche pesano anche sulle strutture di Msf. «I nostri pazienti sono sempre più esposti alle infezioni gravi – sono ancora le parole di Seguin -. Nel reparto per ustionati che supportiamo all’ospedale Nasser, a Khan Younis, stiamo esaurendo anche le forniture di base per curare le ferite, come garze e bende». A Deir el-Balah, l’ospedale da campo di Msf che gestisce le attività ambulatoriali e i ricoveri pediatrici è a corto di antibiotici e antidolorifici per i bambini. Questo non permette di curare adeguatamente i pazienti, e impedisce un’adeguata terapia del dolore per i bambini ricoverati. Al Nasser Hospital, nel sud della Striscia di Gaza, le équipe di Msf non riescono ad allestire un laboratorio di batteriologia clinica, indispensabile per fornire diagnosi corrette e somministrare gli antibiotici adeguati, perché la catena del freddo necessaria al funzionamento del laboratorio viene costantemente aperta e danneggiata dalle autorità israeliane al valico.
Sempre più difficile per le equipe di Msf anche fornire cibo a sufficienza ai pazienti ricoverati, poiché le scorte alimentari scarseggiano in tutta la Striscia. Diversi panifici hanno chiuso, mentre altri stanno lottando per rimanere aperti, nonostante la mancanza di farina e carburante. Il drastico peggioramento della situazione a Gaza, denunciano da Msf, «è il risultato diretto delle restrizioni e degli ostacoli imposti da Israele agli aiuti nell’ultimo anno, che impediscono la consegna di forniture essenziali. Queste restrizioni hanno generato un clima di disperazione e instabilità, contribuendo all’aumento dei saccheggi e della criminalità, che ostacolano ulteriormente gli sforzi umanitari».
2 dicembre 2024

