In scena al Vascello un musical “intergenerazionale”

Nello spettacolo, patrocinato dall’US Acli, “Il paradiso perduto”, protagonisti 50 ballerini tra i 4 e i 35 anni, tra cui una ragazza disabile. Il duplice obiettivo: formazione e integrazione

Sabato 16 giugno alle 20,30, al Teatro Vascello, in via Giacinto Carini, andrà in scena lo spettacolo teatrale “Il paradiso perduto” organizzato dalla scuola di danza dell’associazione sportiva Movin’up – ‘Movin’Art Officine con il patrocinio dell’Unione sportiva delle Acli provinciali di Roma e sotto la direzione artistica di Francesca Pace. Per questa edizione saranno in scena oltre 50 tra ballerini e ballerine tra i 4 anni e i 35 anni. Dal 2004 la scuola prepara ed elabora uno spettacolo teatrale che vuole coinvolgere e portare in scena il numero più grande possibile di iscritti, a partire dai bambini di 4 anni fino all’età adulta. Tutti sono perfettamente integrati nello spettacolo. Quest’anno si rinnova la partecipazione speciale di una ragazza diversamente abile, presente negli spettacoli da più di 15 anni.

Gli obiettivi, spiegano gli organizzatori, sono molteplici: da una parte quello della formazione attraverso la danza e la musica soprattutto dei giovani, dall’altra  quello dell’integrazione sociale, per l’abbattimento di barriere e pregiudizi sulla disabilità. «Sono anni – afferma Luca Serangeli, presidente dell’Us Acli di Roma – che seguiamo con grande interesse le iniziative dell’Asd MovinUp 360. Li apprezziamo perché sono capaci, con grande semplicità e sensibilità, di proporre delle rappresentazioni teatrali che abbiano come ispirazione la cultura dell’incontro e dell’inclusione in grado di far sentire tutti parte dello spettacolo, con il grande merito di riuscire a coinvolgere ed integrare anche le persone più fragili, senza escludere nessuno e con molta professionalità, come ho potuto constatare personalmente assistendo alle loro manifestazioni».

«Portiamo in scena ogni anno uno spettacolo nuovo – afferma Francesca Pace, direttrice artistica dello spettacolo -. Spesso prendiamo spunto dalle grandi opere del passato e, tramite la danza, cerchiamo di offrire un nostro spettacolo con elementi del tutto originali, riadattandolo ai nostri tempi e alla vita di tutti i giorni; questo ci permette di raggiungere il nostro principale intento: quello di far esprimere al meglio i nostri artisti e di portare la ‘vita’ sul
palco, nella sua bellezza e nelle sue complessità». Quest’anno in particolare, spiega Pace, «ci siamo fatti ispirare sia della Divina Commedia, sia dall’opera di Milton “Il Paradiso Perduto”; al contrario dell’opera di Dante, il viaggio avrà inizio in luogo paradisiaco ma accade subito qualcosa che farà finire le tre bambine protagoniste in un luogo simile all’inferno, dovranno così affrontare diverse avversità, sé stesse e alcune tematiche spinose, mettendosi alla prova per tentare di superare quelli che potremmo definire i “gironi infernali” per poter tornare in “Paradiso”».

14 giugno 2018