Iniziato con la Via Lucis il Giubileo degli adolescenti

Guidato dall’arcivescovo Fisichella l’incontro sul piazzale della basilica dei Santi Pietro e Paolo. «Lo spirito del Risorto confermi la nostra fede, rafforzi la speranza e infiammi i cuori del suo amore»

La speranza di Papa Francesco ha un volto. È il sorriso delle decine di migliaia di ragazzi e ragazze che si sono ritrovati oggi pomeriggio, 25 aprile, a Roma, sul piazzale della basilica dei Santi Pietro e Paolo, per partecipare alla Via Lucis che ha dato il via al Giubileo degli adolescenti. Una vera e propria distesa colorata di magliette, bandane, bandiere e cappelli da tutto il mondo.

Si respira un clima particolare nell’aria. C’è la grande gioia di tutti di essersi ritrovati insieme, mista al dolore per la perdita del pontefice. L’arcivescovo Rino Fisichella, pro-prefetto del dicastero per l’Evangelizzazione, che guida l’incontro, invita tutti a pregare per il Papa nell’ottica della risurrezione e della vita eterna.  Quando prende la parola, il colpo d’occhio che può vedere dal palco è impressionante. La scalinata che porta alla chiesa sembra un fiume in piena che sta scendendo a valle. Anche lì ci sono tantissimi gruppi a partecipare all’incontro. Tanti seguono il testo delle meditazioni sui cellulari. Si intravedono molte divise scout e maglie di animatori degli oratori. I ragazzi e le ragazze fanno amicizia tra di loro. Si scambiano le bandiere. «Mamma sono qui», si legge su uno striscione.

«Carissimi ragazzi, vogliamo vivere la gioia di celebrare il vostro Giubileo degli adolescenti – aggiunge il presule -, ripercorrendo alcune tappe della Via Lucis: il cammino del Cristo Risorto assieme ai suoi discepoli. La nostra vita è piena di gioie e dolori, interrogativi e domande, ma anche di attese e speranze. Oggi più che mai il mondo, come già affermava san Paolo VI, ha bisogno di testimoni più che di maestri. Per questo vogliamo porci in spirito di preghiera, dando voce ai testimoni oculari della risurrezione, cosicché lo spirito del Risorto confermi la nostra fede, rafforzi la nostra speranza e infiammi i nostri cuori del suo amore».

Gli adolescenti vengono accompagnati nel clima della risurrezione attraverso la preghiera in sette stazioni, la lettura di un brano di Vangelo per ciascuna, la musica del Coro della diocesi di Roma, una parte di preghiera corale e una terza parte recitata da due adolescenti. «Ho pensato a quello che un ragazzo di oggi domanderebbe incontrando i testimoni della risurrezione – spiega don Massimo Tellan, parroco romano che ha curato la Via Lucis -. Ho immaginato che i due ragazzi a cui ho affidato la narrazione fossero in viaggio verso Roma per vivere il Giubileo, ma per uno scherzo dell’app sono stati catapultati nel passato a 2000 anni fa, proprio all’indomani della risurrezione di Gesù. Questi due adolescenti incontrano così santa Maria Maddalena, san Tommaso, san Giovanni, san Pietro e tanti altri che li aiutano nel loro tentativo di ritrovare la strada verso Roma. Ecco, quello che intendiamo far scoprire ai ragazzi è che i testimoni che incontrano non gli indicano il cammino per tornare al loro tempo, ma piuttosto li aiutano a comprendere qual è la strada che li riporta a Casa».

Come accanto al feretro del Papa, mercoledì 23 aprile durante la traslazione in basilica vaticana, è presente sul palco il Cero pasquale, dal quale vengono accese sette fiaccole. «Per noi credenti un funerale è un accompagnamento verso la casa del Padre – conclude don Massimo – e poter pregare con questa prospettiva aiuta i ragazzi a vedere questo momento di transizione e dolore alla luce della Speranza che non delude, che è Cristo stesso».

La Via Lucis si conclude con “Jesus Christ you are my life”. Cantano tutti e battono le mani a tempo. La voce di un gruppo di ragazzi e ragazze sotto il palco racconta la loro gioia. Vengono da Celle Ligure, in provincia di Savona. Simone, Beatrice e Noah prendono la parola per gli altri. «La nostra fede per Gesù è qualcosa di incredibile – dicono -. Ci unisce ogni settimana e ci fa fare cose che non avremmo mai immaginato. Le aspettative per questo Giubileo sono più che positive. Ma ci teniamo a sottolineare che non sarà una festa al cento per cento, per quello che è successo al Papa. Abbiamo partecipato alla Gmg di Lisbona. Non ci dimenticheremo mai quando ci disse di essere sempre autentici e di non cambiare mai».

25 aprile 2025