Il mese missionario straordinario voluto da Papa Francesco si è aperto anche in Iraq con una celebrazione liturgica presieduta dal patriarca caldeo Louis Raphael Sako a Baghdad, nella cattedrale di San Giuseppe, ieri sera, 1° ottobre. La celebrazione è stata scandita da preghiere e letture bibliche e dalla recita del Rosario.

Nella sua omelia, riferisce l’agenzia Fides, il patriarca caldeo ha riproposto la missione come tratto costitutivo del dinamismo con cui si comunica agli uomini di ogni tempo la salvezza promessa da Cristo e ha sottolineato che tale vocazione missionaria chiama in causa anche le Chiese di tradizione apostolica presenti in Medio Oriente. «Il “metodo” valido anche oggi per annunciare la gioia del Vangelo ai propri contemporanei – ha suggerito il patriarca – è lo stesso utilizzato dall’apostolo Filippo con Natanaele, raccontato nel primo capitolo del Vangelo secondo Giovanni» e che si può riassumere nella frase “Vieni e vedi”:  «Filippo era di Betsàida, la città di Andrea e di Pietro. Filippo trovò Natanaele e gli disse: “Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè, nella Legge, e i Profeti: Gesù, il figlio di Giuseppe, di Nazareth”. Natanaele gli disse: “Da Nazareth può venire qualcosa di buono?”. Filippo gli rispose: “Vieni e vedi”».

2 ottobre 2019