Iraq, nuovo appello del patriarcato caldeo sull’islamizzazione dei minori
La lettera di Louis Raphael I Sako al parlamento: permettere ai minorenni di scegliere alla maggiore età. Per il Corano «non c’è obbligo nella religione»
La lettera di Louis Raphael I Sako al parlamento: permettere ai minorenni di scegliere alla maggiore età. Per il Corano «non c’è obbligo nella religione»
Rompere gli indugi e superare le resistenze poste alla già approvata modifica alal legge che attualmente dispone il passaggio automatico alla religione islamica dei figli minorenni nel caso in cui uno dei due genitori non musulmani si converta all’islam. È l’invito che il patriarca di Babilonia dei caldei Louis Raphael I Sako rivolge ai rappresentanti del parlameno iracheno in una nuova lettera – appello di cui dà notizia l’Agenzia Fides.
Nella lettera, diffusa dei media ufficiali del patriarcato calde, Sako evidenzia che i bambini cristiani, sabei, mandei e yazidi non vogliono diventare musulmani nel caso che un loro genitore si converta all’islam, e cita tutti gli articoli della Costituzione che affermano e tutelano l’uguaglianza tra i cittadini. Ancora, il patriarca ricorda anche la raccomandazione del Corano secondo la quale «non c’è obbligo nella religione». I cristiani, evidenzia, «partecipano ai riti religiosi islamici come la Ashura e la ricorrenza della nascita del Profeta Maometto, e varie chiese in Occidente hanno aperto le loro porte per accogliere gli sfollati musulmani, permettendo loro di praticare i loro riti religiosi al loro interno. Noi speriamo che i musulmani si comportino allo stesso modo nei nostri confronti, perché l’Isam è una religione di misericordia e perdono».
Secondo il sito Baghdadhope, il nuovo intervento del patriarca caldeo è stato ispirato anche dal fatto che alcuni parlamentari si sono rivolti all’ayatollah sciita Ali Al Sistani per avere un suo parere riguardo alla modifica della legge, gia disposta dal Parlamento. Con la lettera, il Patriarca ha voluto implicitamente rimarcare che le decisioni prese non possono essere ora cambiate, anche nel caso Sistani esprimesse un parere negativo rispetto alla modifica della legge. Ai parlamentari dunque la richiesta di permettere ai minorenni di mantenere la religione che avevano alla nascita, fino al raggiungimento della maggiore età, quando saranno liberi di scegliere la propria appartenenza in piena coscienza.
3 dicembre 2015

