La Capitale ricorda la deportazione degli ebrei romani

Era il 16 ottobre 1943 quando le SS fecero irruzione nel Ghetto. Le corone d’alloro delle istituzioni e la marcia silenziosa con la Comunità di Sant’Egidio

Era il 16 ottobre 1943 quando le SS fecero irruzione nel Ghetto. La corona delle istituzioni al Tempio Maggiore e la marcia silenziosa con la Comunità di Sant’Egidio

1.016 ebrei romani, tra i quali 200 bambini. Le SS li portarno via all’alba del 16 ottobre 1943. Un sabato, giorno di festa per gli ebrei. Dopo essere stati portai al Collegio militare di Palazzo Salviati, in via della Lungara, separati, maschi e femmine, in terribili condizioni, la mattina del 18 ottobre vennero caricati su un treno piombato alla stazione Tiburtina e deporati nel campo di sterminio di Auschwitz. A fare ritorno saranno solo in 16, tra cui una sola donna, Settimia Spizzichino, deceduta nel 2000. Nessuno dei bambini.

Dopo 72 anni, Roma ricorda e continua a ricordare quel giorno, ogni anno, con cerimonie e incontri. A cominciare dal mattino: alle 9 Roma Capitale, Regione Lazio e Città Metropolitana hanno deposto, come consuetudine, una corona di alloro al Tempio Maggiore, sul lungotevere de’ Cenci. Una corona viene deposta anche a Palazzo Salviati, ina via della Lungara, da parte dell’assessore Marco Rossi Doria, delegato del sindaco. Un’altra al reparto ebraico del Cimitero monumentale del Verano.

La storia del rastrellamento nel Ghetto di Roma è raccontata anche nei 70 sonetti di Alberto Ciarafoni raccolti nel volume “Quer 16 de ottobbre”, in vernacolo romanesco, presentato ieri, giovedì 15 ottobre, alla Casa della Memoria e della Storia. Versi nati per non dimenticare. Così come la marcia che ogni anno, a partire dal 1994, la Comunità Ebraica di Roma e la Comunità di Sant’Egidio organizzano nell’anniversario di quel 16 ottobre di 72 anni da, intitolata proprio “Non c’è futuro senza memoria”. L’appuntamento per quest’anno è per sabato 17 ottobre alle 19.30 a piazza Santa Maria in Trastevere. Da lì partirà il “pellegrinaggio della memoria” fino a largo 16 ottobre 1943, nel cuore dell’antico Ghetto ebraico. Perché nessuno dimentichi la tragedia della deportazione.

 16 ottobre 2015