La croce con i legni dei barconi e il Vangelo: gli “strumenti” della missione

Nella basilica lateranense la veglia diocesana con il cardinale De Donatis, nel corso della quale è stato conferito il mandato a 8 suore, un religioso e una coppia di laici. La testimonianza di alcuni giovani

È stata realizzata con i resti dei barconi utilizzati dai migranti la croce consegnata insieme al Vangelo ai 9 religiosi e ai 2 laici della diocesi che partiranno per la missione ad gentes nel corso dell’anno. La tradizionale veglia per il conferimento del mandato, organizzata dal Centro per la cooperazione missionaria tra le Chiese del Vicariato, ha avuto luogo ieri sera, 18 ottobre, nella basilica di San Giovanni in Laterano ed è stata presieduta dal cardinale vicario Angelo De Donatis. La preghiera e la meditazione si sono dipanate dalle parole del capitolo 14 del Vangelo di Marco: «Lo seguiva un ragazzo».Alla nudità del “fuggitivo” che interrompe la sequela di Cristo per la paura, lasciando cadere il lenzuolo che lo copriva ha guardato il porporato nella sua riflessione. «Quel giovane scappa nudo, cioè con le sue fragilità – ha chiosato -: come Adamo, non riesce a stare davanti a Dio per il fatto di avere ascoltato la voce del nemico e non la Parola. La condizione del peccato ci lascia soli davanti a noi stessi, in una nudità che è vergognosa perché si è persa la relazione con il Padre, mentre di fronte a Lui dovremmo stare senza paura». Invitando i presenti a interrogarsi sul proprio rapporto con Dio, De Donatis ha quindi proposto come modello Maria, «nella quale ritroviamo, pensando all’Annunciazione, il modo giusto di collocarci davanti a Dio: non si nasconde, non scappa, non ha paura ma prova timore, cioè quel senso del mistero che è disponibilità a lasciarsi interrogare da Lui, riconoscendo il proprio limite e facendo l’esperienza di essere rivestita dello Spirito Santo». E del frutto di Maria, «l’umanità gloriosa di Cristo, il Padre desidera vestire la nostra nudità perché sappiamo accogliere la Parola e annunciarla».

La Chiesa di Roma ha inviato ad annunciare il Vangelo nel mondo, accompagnandoli con la preghiera, 8 suore, un religioso e una coppia di laici. Cinque delle sorelle appartengono all’ordine delle Missionarie Comboniane e opereranno rispettivamente in Etiopia, Congo, Kenya, Brasile e Perù. Una figlia del Divino Zelo andrà in Camerun, una suora delle Ospedaliere della Misericordia sarà impegnata in Vietnam e un’altra delle Missionarie dell’Immacolata in Guinea Bissau. Dall’Istituto Missioni Consolata proviene padre James Mate, che è in partenza per la Mongolia, mentre i coniugi Apollonio, della parrocchia Santi Fabiano e Venanzio, si recheranno in Costa d’Avorio. La novità di quest’anno è stata la consegna del mandato anche ad alcuni operatori missionari diocesani che, in sinergia con il Centro missionario del Vicariato, cureranno l’animazione del mese missionario straordinario voluto da Papa Francesco per il prossimo ottobre 2019, al fine di risvegliare maggiormente la consapevolezza della missione nelle parrocchie.

Nel corso della celebrazione, animata da cori di diverse provenienze che con i canti nelle rispettive lingue hanno aiutato a vivere la dimensione universale della Chiesa, quattro giovani hanno raccontato la loro recente esperienza di missio ad gentes. Alessandro ed Elena della parrocchia di San Policarpo la scorsa estate sono stati con Giulia, della comunità parrocchiale Gesù di Nazareth, nella missione di Itacuruba, in Brasile. Alessandro, della parrocchia di San Frumenzio, ha vissuto invece due settimane di missione in Mozambico.

19 ottobre 2018