La figlia di Asia Bibi: «Non ho ancora incontrato mia madre ma sono felice»

Eisham in un video messaggio alla fondazione Aiuto alla Chiesa che soffre: «Quando la incontrerò l’abbraccerò molto forte e piangerò con lei. Grazie per le vostre preghiere». In Campidoglio il sit-in promosso da CitizenGo

«Non ho ancora incontrato mia madre ma sono molto felice che sia stata liberata». A parlare, in un video messaggio alla fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che soffre, è Eisham, figlia di Asia Bibi, assolta nei giorni scorsi dall’accusa di blasfemia per la quale era già stata condannata a morte e rilasciata dal carcere nel quale è stata rinchiusa per più di 8 anni, per non aver mai voluto rinnegare la sua fede cristiana. «Quando la incontrerò sicuramente l’abbraccerò molto forte e piangerò assieme a lei – prosegue la ragazza -. So che siete tutti molto felici per la liberazione di mia madre. Grazie per tutte le vostre preghiere».

Intanto per Asia Bibi, liberata ma obbligata a restare in Pakistan, continuano a moltiplicarsi le iniziative di solidarietà. A Roma è in programma per domani, 13 novembre, alle 14 in piazza del Campidoglio un sit-in organizzato dalla fondazione CitizenGo Italia, per «testimoniare pubblicamente il nostro desiderio di vederla presto sana e salva lontano dalle orde di fondamentalisti che la vogliono morta», dichiara il direttore Filippo Savarese. Ancora, Savarese rivolge il suo appello a «tutte le forze politiche» affinché «si uniscano ai cittadini in nome delle libertà fondamentali così drammaticamente violate nella vicenda di Asia Bibi».

Un invito speciale arriva da CitizenGo al presidente dell’Europarlamento Antonio Tajani, già più volte intervenuto per la liberazione definitiva della donna. Anche lui è chiamato dal presidente Savarese a «essere presente insieme ai cittadini al momento di solidarietà pubblica in Campidoglio». A tutti i partecipanti poi verranno offerte delle magliette nere con la lettera “n” in arabo: quella che «i miliziani dell’Isis erano soliti segnare sulle case dei cristiani per indicare chi si sarebbe dovuto cacciare, uccidere o sottomettere nelle città  conquistate», spiegano dalla fondazione.

Nel frattempo è ancora senza risposta l’appello lanciato al sindaco di Roma Virginia Raggi affinché venga collocata sulla scalinata del Campidoglio l’immagine di Asia Bibi, in segno di solidarietà verso la donna pakistana ma anche verso tutte le minoranze religiose perseguitate nel mondo. «Abbiamo notizia di iniziative in diversi Comuni – afferma Savarese – e non posso che invitare tutte le amministrazioni locali a muoversi in questo senso perché questo è il momento di intensificare al massimo gli sforzi per far sentire di che pasta è fatta veramente l’Europa che vogliamo: l’Europa della dignità umana intangibili e delle libertà fondamentali, specialmente dei più deboli».

12 novembre 2018