La missione, «andare instancabile verso tutta l’umanità»

Il messaggio del Papa per la Giornata missionaria mondiale: “Andate e invitate al banchetto tutti”. L’invito ad annunciare il Vangelo, «senza escludere nessuno»

“Andate e invitate al banchetto tutti”. Questo il tema del messaggio del Papa per la Giornata missionaria mondiale, in programma il 20 ottobre, tratto dal vangelo di Matteo, diffuso questa mattina, 2 febbraio. «La missione è un andare instancabile verso tutta l’umanità per invitarla all’incontro e alla comunione con Dio – si legge nel testo -. Dio, grande nell’amore e ricco di misericordia, è sempre in uscita verso ogni uomo per chiamarlo alla felicità del suo Regno, malgrado l’indifferenza o il rifiuto».

Il modello è Cristo, «buon pastore e inviato del Padre», che «andava in cerca delle pecore perdute del popolo d’Israele e desiderava andare oltre per raggiungere anche le pecore più lontane. Egli ha detto ai discepoli: “Andate!”, sia prima sia dopo la sua risurrezione, coinvolgendoli nella sua stessa missione». Per questo «la Chiesa continuerà ad andare oltre ogni confine, a uscire ancora e ancora senza stancarsi o perdersi d’animo di fronte a difficoltà e ostacoli, per compiere fedelmente la missione ricevuta dal Signore». Di qui il ringraziamento ai missionarie e alle missionarie che, «rispondendo alla chiamata di Cristo, hanno lasciato tutto per andare lontano dalla loro patria e portare la Buona Notizia là dove la gente ancora non l’ha ricevuta o l’ha accolta da poco».

Nelle parole di Francesco, l’invito a «pregare e ringraziare Dio per le nuove e numerose vocazioni missionarie per l’opera di evangelizzazione sino ai confini della terra. E non dimentichiamo – aggiunge – che ogni cristiano è chiamato a prendere parte a questa missione universale con la propria testimonianza evangelica in ogni ambiente, così che tutta la Chiesa esca continuamente con il suo Signore e Maestro verso i crocicchi delle strade del mondo di oggi». Una strada, questa, per vincere il «dramma» della Chiesa di oggi, dove «Gesù continua a bussare alla porta, ma dal di dentro, perché lo lasciamo uscire! Tante volte – osserva – si finisce per essere una Chiesa  che non lascia uscire il Signore, che lo tiene come “cosa propria”, mentre il Signore è venuto per la missione e ci vuole missionari».

L’auspicio allora è che «tutti noi, battezzati, ci disponiamo ad andare di nuovo, ognuno secondo la propria condizione di vita, per avviare un nuovo movimento missionario, come agli albori del cristianesimo!». Nello stile dei discepoli-missionari, che «nel proclamare al mondo la bellezza dell’amore salvifico di Dio manifestato in Gesù Cristo morto e risorto, lo fanno con gioia, magnanimità, benevolenza; senza forzatura, coercizione, proselitismo; sempre con vicinanza, compassione e tenerezza, che riflettono il modo di essere e di agire di Dio».

Il pontefice indica anche lo stile dell’impegno missionario, a cominciare dall’«annunciare il Vangelo a tutti, senza escludere nessuno». E «non come chi impone un nuovo obbligo, bensì come chi condivide una gioia, segnala un orizzonte bello, offre un banchetto desiderabile». Anche nel mondo di oggi, «lacerato da divisioni e conflitti», evidenzia, «il Vangelo di Cristo è la voce mite e forte che chiama gli uomini a incontrarsi, a riconoscersi fratelli e a gioire dell’armonia tra le diversità. I discepoli-missionari di Cristo hanno sempre nel cuore la preoccupazione per tutte le persone di ogni condizione sociale o anche morale».

Sulla scorta della parabola evangelica del banchetto contenuta nel Vangelo di Luca, Bergoglio ribadisce che «chiunque, ogni uomo e ogni donna è destinatario dell’invito di Dio a partecipare alla sua grazia che trasforma e salva. Bisogna solo dire “sì” a questo dono divino gratuito, accogliendolo e lasciandosi trasformare da esso». Quindi, un appello: «La missione per tutti richiede l’impegno di tutti». Proprio per questo, occorre «continuare il cammino verso una Chiesa tutta sinodale-missionaria a servizio del Vangelo. La sinodalità è di per sé missionaria e, viceversa, la missione è sempre sinodale – è la conclusione del messaggio -. Una stretta cooperazione missionaria risulta oggi ancora più urgente e necessaria nella Chiesa universale come pure nelle Chiese particolari».

2 febbraio 2024