La Shoah, «monito contro antisemitismo e razzismo»

La riflessione della Comunità di Sant’Egidio alla vigilia del Giorno della memoria, il 27 gennaio. «Non una commemorazione rituale» ma un richiamo a una maggiore vigilanza

Il 27 gennaio di 79 anni fa veniva liberato il campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau. Una data che dal 2005 viene commemorata come Giorno della memoria. Nella riflessione della Comunità di Sant’Egidio, «è il momento del ricordo e della riflessione sul più grande crimine della storia». Non si tratta, evidenziano però, di «una commemorazione rituale». Mentre la generazione dei sopravvissuti e dei testimoni della Shoah va scomparendo, « la loro memoria, arricchita dalla conoscenza dei fatti storici, deve permeare la coscienza del mondo contemporaneo».

La riflessione sulla Shoah, avviata nel Novecento dopo la seconda guerra mondiale, «è stata determinante per la pace e la riconciliazione in Europa. Ma il ricordo dell’abisso di Auschwitz costituisce un nodo della storia, un passaggio ineludibile per il futuro del mondo, proprio nel momento in cui il razzismo e l’antisemitismo sono risorgenti anche nelle società europee». E costituisce ancora «un monito fondamentale per il futuro del nostro continente, proprio nel momento in cui la guerra è tornata tragicamente sul suolo europeo».

Il Giorno della memoria, dunque, «invita tutti ad assumersi l’eredità dei sopravvissuti – sottolineano da Sant’Egidio in una nota – e richiama le istituzioni a una maggiore vigilanza per contrastare la diffusione di pregiudizi antisemiti e razzisti, ancora troppo presenti non solo su internet, e di slogan e atteggiamenti intolleranti nello spazio pubblico, accompagnati da discriminazione ed esclusione sociale delle minoranze e dei diversi».

26 gennaio 2024