L’appello di Onu e partner: 5,6 miliardi di dollari per le persone colpite dalla guerra in Ucraina

Griffiths (coordinatore aiuti d’emergenza): «Dobbiamo fare il possibile per portare aiuti alle comunità più difficili da raggiungere. Le sofferenze del popolo ucraino sono lungi dall’essere finite e le persone continuano ad avere bisogno del sostegno internazionale»

Alla vigilia del primo anniversario della guerra in Ucraina, scatenata dall’invasione da parte della Russia il 24 febbraio scorso, l’Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli affari umanitari (Ocha) e l’Agenzia Onu per i rifugiati (Unhcr) lanciano un appello congiunto per 5,6 miliardi di dollari per alleviare le condizioni di milioni di persone colpite. Il Piano di Risposta umanitaria per l’Ucraina – che, ricordano in una nota, riunisce oltre 650 partner, la maggior parte dei quali organizzazioni ucraine – richiede 3,9 miliardi di dollari per raggiungere 11,1 milioni di persone con cibo, assistenza sanitaria, denaro e altri aiuti salvavita. Il Piano di Risposta per i rifugiati richiede invece 1,7 miliardi di dollari, e copre 10 Paesi ospitanti i rifugiati dall’Ucraina –  Bulgaria, Repubblica Ceca, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Moldavia, Polonia, Romania e Slovacchia – con circa 250 partner, più della metà dei quali sono partner nazionali. Questi fondi aiuteranno 4,2 milioni di rifugiati ucraini e le comunità locali nei Paesi che li hanno accolti.

Dalle agenzie interazionali rilevano il rapido deteriorarsi della situazione umanitaria in Ucraina, dopo che l’invasione russa ha fatto degenerare otto anni di conflitto nell’est in una guerra su larga scala, con un livello di distruzione è stato sconvolgente. Basti pensare che circa il 40% della popolazione ucraina ha ora bisogno di assistenza umanitaria e protezione. La guerra ha anche costretto molte persone a fuggire dall’Ucraina, provocando una crisi umanitaria di dimensioni non viste in Europa da decenni. E oggi, «a quasi un anno di distanza, la guerra continua a causare quotidianamente morte, distruzione e spostamenti forzati, su una scala sconcertante», osserva Martin Griffiths, sottosegretario generale delle Nazioni Unite per gli Affari umanitari e coordinatore degli aiuti di emergenza. Proprio per questo, «dobbiamo fare tutto il possibile per portare aiuti alle comunità più difficili da raggiungere, comprese quelle vicine alla linea del fronte – prosegue -. Le sofferenze del popolo ucraino sono lungi dall’essere finite e le persone continuano ad avere bisogno del sostegno internazionale».

L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati Filippo Grandi definisce «notevole» la risposta all’emergenza Ucraina nei Paesi ospitanti, «con una forte leadership governativa, una manifestazione di solidarietà da parte delle comunità di accoglienza e lo straordinario lavoro svolto dalla società civile, in particolare dalle ong locali e dalle organizzazioni di rifugiati e a base comunitaria». L’Europa, osserva, «si è dimostrata capace di un’azione collettiva e coraggiosa per aiutare i rifugiati», che «non solo sono stati accolti, ma gli accordi di protezione temporanea hanno fornito loro il diritto di lavorare, di accedere ai servizi e di essere inclusi nei sistemi nazionali. Non dobbiamo però dare per scontata questa risposta, oppure l’ospitalità delle comunità ospitanti – aggiunge -. È necessario un continuo sostegno internazionale e solidale, fino a quando i rifugiati non potranno tornare alle loro case in sicurezza e dignità, e anche questa deve rimanere una priorità».

15 febbraio 2023