L’arcivescovo maggiore di Kiev: «La città di Mariupol, il dolore più grande»
Shevchuk affida a un videomessaggio l’esortazione a «fare ogni sforzo per salvare le vite umane, per fermare la mano assassina dell’invasore e, anche in difesa, rispettare il comandamento di Dio: non uccidere»
«Il nostro dolore più grande rimane la città di Mariupol». L’arcivescovo maggiore di Kiev Sviatoslav Shevchuk, capo della Chiesa greco-cattolica ucraina, lo confida nel video messaggio diffuso ieri, 12 aprile, dalla Capitale ucraina. «Il sindaco della città ha comunicato il numero dei morti che, secondo i dati ufficiali, ammonta a circa 10mila civili in una sola città dell’Ucraina meridionale – riferisce -. Ma questa è una città eroica, la città dei martiri che si difende, ed è simbolo dell’inviolabilità del nostro Paese».
La riflessione del presule si incentra quindi sul comandamento di Dio “Non uccidere”. «Sappiamo che oggi in Russia può essere arrestato ciascuno che si ferma sotto la chiesa con la scritta che riporta le parole di questo comandamento – osserva -. Come può essere rispettato il comandamento “Non uccidere” in tempo di guerra? Ma sappiamo che la legge di Dio è eterna, non ci sono circostanze che possano invalidare o cancellare i comandamenti di Dio. E anche in mezzo alla guerra, il comandamento di Dio “non uccidere” è un’ancora di salvezza, un punto di riferimento, una luce per i nostri sentieri». Durante la guerra, prosegue l’arcivescovo, «iniziamo a capire il valore della vita umana, perché ricostruiremo tutto, ripristineremo tutto, saremo in grado di salvare tutto tranne la vita umana perduta. Pertanto, ancora e ancora, tutti noi insieme, come popolo, dobbiamo fare ogni sforzo per salvare le vite umane, per fermare la mano assassina dell’invasore e, anche in difesa, rispettare il comandamento di Dio di non uccidere».
Shevchuk ricorda anche una bambina di Mariupol, Kira Chebenko, 4 anni, rimasta miracolosamente viva dopo aver calpestato un ordigno esplosivo. «Oggi preghiamo il nostro Dio, che è la fonte della vita – esorta -. Dio, aiutaci a fermare la guerra in Ucraina. Insegna a tutti a non uccidere, insegnaci a comprendere che la tua legge ci dice: “Io pongo oggi davanti a te la vita e il bene, la morte e il male, scegli il bene e vivi”. Lascia che l’umanità faccia oggi la sua scelta a questo bivio, e tutti coloro che scelgono la vita oggi in coscienza hanno il dovere di sostenere l’Ucraina. Dio, benedici il nostro popolo. Benedici il nostro esercito. Salva i tuoi figli dalla morte. Dio, benedici l’Ucraina».
13 aprile 2022

