L’aumento della fame nel mondo, «allarmante e vergognoso»

Save the Children commenta il rapporto Onu su sicurezza alimentare e nutrizione. «Non possiamo commettere ulteriori errori. Se non agiamo subito, molte vite andranno perse»

828 milioni di persone hanno sofferto la fame nel 2021, a fronte degli 811 milioni registrati nell’anno precedente. Sono i dati del rapporto delle Nazioni Unite sullo stato della sicurezza alimentare e della nutrizione nel mondo, pubblicato ieri, 6 luglio, su cui interviene Gabriella Waaijman, direttore umanitario globale di Save the Children. «È profondamente allarmante e francamente vergognoso – osserva – che il numero di persone che soffrono la fame sia in aumento. Non possiamo commettere ulteriori errori: i bambini e le loro famiglie stanno affrontando la peggiore crisi alimentare globale degli ultimi decenni». Nell’analisi di Waaijman, «se non agiamo subito, molte vite andranno perse e anni di sviluppo andranno in fumo a causa di una combinazione letale di conflitti ed emergenza climatica, con una crisi economica alimentata dalla pandemia di Covid-19 e dalla guerra in Ucraina. Le famiglie che vivono nelle zone più disagiate – aggiunge – hanno raccontato ai nostri operatori che stanno mangiando carne putrida, bevendo acqua sporca dagli abbeveratoi del bestiame e lottando contro gli animali selvatici per afferrare qualcosa di mangiabile. Nessuno dovrebbe vivere in questo modo».

Save the Children, da parte sua, sta stanziando 28,5 milioni di dollari per le comunità in 19 dei Paesi più colpiti. Ma non basta. «Ciò che è fondamentale per i bambini e le loro famiglie che vanno a letto affamati – rileva il direttore umanitario globale dell’organizzazione – è un pacchetto internazionale e completo di sostegno che garantisca sia l’assistenza immediata ai bambini gravemente malnutriti oggi che le misure preventive necessarie per proteggere i bambini da questa crisi domani». E questo include «promozione della resilienza delle comunità locali e investimenti a lungo termine nell’agricoltura e nell’energia sostenibili, nonché in sistemi sanitari, nutrizionali e di protezione sociale forti. La comunità internazionale, le organizzazioni, i donatori e il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite hanno tutti un importante ruolo da svolgere nel guidare questo cambiamento – conclud Waaijman – e questo deve avvenire ora perché si possano salvare le vite umane».

7 luglio 2022