Il bollettino di Acs sulle violenze anticristiane in Nigeria

Rapito un sacerdote cattolico a Otukpo. Un altro attacco a Mubi, ai danni di un pastore anabattista. Rilasciati invece padre Udo e padre Oboh (Uromi), rapiti il 3 luglio

La fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che soffre continua a denunciare il grave stato di insicurezza che affligge i cristiani della Nigeria e chiama in causa le autorità civili, federali, nazionali e locali, «affinché intervengano tempestivamente per evitare questo continuo stillicidio di violenza». E al bollettino aggiornato da Acs si aggiunge il rapimento, ieri, 6 luglio, di padre Pietro Amodu, sacerdote della diocesi cattolica di Otukpo, sequestrato lungo la strada Otukpo-Ugbokolo, nello Stato nigeriano di Benue, mentre andava a celebrare la  Messa in un villaggio.

Nella notte di martedì 5 luglio, a Mubi, nello Stato nigeriano di Adamawa, uomini armati hanno attaccato la residenza del reverendo Daniel Umaru, ucciso due suoi figli e rapito la figlia di 13 anni, informano ancora dalla fondazione pontificia. Il pastore, appartenente alla Chiesa dei Fratelli in Nigeria – denominazione cristiana anabattista -, è ricoverato in ospedale, insieme alla moglie, in gravi condizioni. Sono stati invece rilasciati nelle scorse ore padre Peter Udo e padre Philemon Oboh, entrambi sacerdoti della diocesi cattolica di Uromi, rapiti domenica 3 luglio.

7 luglio 2022