Legge di bilancio, arriva la “contromanovra” di Sbilanciamoci!

Per il network, quella del governo Conte 2 è una manovra deludente e preoccupante. Le analisi alternative per un diverso uso della spesa pubblica

Un giudizio critico sulla nuova legge di bilancio. È quello che emerge alla presentazione del rapporto Sbilanciamoci!, che ha redatto la 21ª edizione della Controfinanziaria, consueto appuntamento in corrispondenza con la presentazione del disegno di legge di bilancio da parte del governo, illustrata ieri, 26 novembre. «Una legge, quella all’esame del Parlamento in queste settimane, che sicuramente ha dei meriti – afferma Giulio Marcon -, come quello di non esser entrati in contrasto con l’Europa, nonostante il governo sia entrato in carica solo un mese prima della stesura. Ma in ogni caso, è una legge di bilancio che non ha il coraggio di affrontare le scelte di cui questo Paese avrebbe bisogno».

La controfinanziaria propone il tradizionale rapporto annuale con proposte e analisi alternative per un diverso uso della spesa pubblica a favore di pace, giustizia economica e sociale, diritti e ambiente.  Il rapporto è frutto del lavoro collettivo di 49 organizzazioni, tra cui Arci, Lunaria, Wwf Italia, Fish, Antigone, Reorient, Link coordinamento universitario. La proposta vale 46,4 miliardi di euro a saldo zero e «non è il libro dei sogni». Tra le 102 proposte che sono state delineate si vede in particolare una fiscalità «più equa e progressiva»: riduzione delle tasse per i due scaglioni più bassi di reddito, assoggettamento all’Irpef delle rendite finanziarie, abolizione della riduzione delle aliquote Ires oltre ad una maggiore tassazione di beni di lusso o dannosi.

«Deludente enfasi sul new deal per le misure ambientali – prosegue Marcon – dove i fondi disponibili ammonterebbero circa a 1,7 miliardi. È come dire: la montagna ha partorito un topolino. Al contrario noi proponiamo un sostegno alla ricerca pubblica per la transizione ecologica dell’economia e per favorire l’adozione di tecnologie e produzioni di beni e servizi verdi». Preoccupante poi è la situazione per l’istruzione, scuola e università dove sembra esserci un importante passo indietro. «L’Italia utilizza soltanto lo 0,9% del Pil contro una media europea dell’1,5%», afferma Francesca Romana D’Amico di Link universitario. «Questo accade dal 2008, portando a una riduzione drastica dei dottorandi e dei ricercatori ma anche degli stessi studenti universitari. La riduzione dei finanziamenti all’università ha portato a una vera e propria emorragia dei ricercatori oltre che a una forte barriera d’entrata, sopratutto per il caso storico, ormai, di Medicina». L’Italia si registra come uno dei Paesi Ocse che investe meno in formazione universitaria e il tasso di dispersione scolastica è intorno al 15%. «Nella nostra proposta chiediamo un aumento delle risorse destinate ai fondi della scuola e dell’università, una riforma della tassazione universitaria e l’assunzione di 3.300 ricercatori, oltre che un finanziamento adeguato del dottorato di ricerca», conclude D’Amico.

Servono dunque investimenti significativi per garantire il diritto allo studio, diritto garantito dalla Costituzione, e anche per la messa in sicurezza delle scuole e delle strutture pubbliche.  «C’è un problema di investimento sul territorio – ragiona Stefano Lenzi del Wwf -. A Genova la situazione è molto critica. Stiamo perdendo il nostro patrimonio e la perdita della biodiversità non può essere un tema secondario». Per i promotori di Sbilanciamoci! bisogna rilanciare il welfare del nostro Paese con politiche sociali: sostenere la messa in sicurezza dei territori e incrementare le politiche di disabilità. Si chiedono 240 milioni sia per individuare livelli di essenziale assistenza sociale sia per ripensare il sistema di accertamento dell’invalidità civile, dello stato di handicap e disabilità. «Quindi non solo una valutazione iniziale della situazione della persona ma un approccio più ampio, che possa individuare i bisogni complessivi», afferma Silvia Cutrera di Fish.

Sul fronte della migrazione, priorità assoluta è garantire il diritto di migrare e accogliere. «Quando si parla di diritti, si parla di diritti per tutti – afferma Grazia Naletto di Lunaria -. Chiediamo di abolire i decreti sicurezza e di cancellare l’accordo tra Italia e Libia che è stato prorogato pochi giorni fa e che ha prodotto un numero importante di irregolari sul nostro territorio. Proponiamo una nuova missione pubblica di ricerca e soccorso dei migranti in mare, una manovra per promuovere la regolarizzazione dei migranti privi di documenti e il ripristino del pieno e corretto funzionamento dello Sprar».

Ultimo capitolo, quello dedicato alla carceri, dove viene registrato un sovraffollamento del 120%. «Le carceri sono diventate contenitore del disagio sociale, con 61mila detenuti a fronte di circa 50mila posti- afferma Federica Brioschi di Antigone -; per questo motivo chiediamo misure alternative alla detenzione carceraria e un aumento dell’organico degli operatori civili». A tirare le somme è Marcon: «Serve più coraggio, molti più investimenti pubblici, investimenti nella ricerca, nell’istruzione e in tutto quello che serve per rilanciare il nostro Paese e per permettergli di essere in un’arena globale», conclude. (Chiara Ercolani)

27 novembre 2019