Lezioni di integrazione con l’esperienza di un rifugiato

Concluso il progetto “Confini” della Cooperativa Sophia che ha coinvolto studenti di 19 classi. Al centro la storia del giovane Mor Amar

Concluso il progetto “Confini” della Cooperativa Sophia che ha coinvolto studenti di 19 classi. Al centro la storia di Mor Amar, fuggito dalla Mauritania

«Non avrei mai pensato che la mia vita potesse ispirare un progetto nelle scuole e potesse essere utile per i ragazzi». Mor Amar, giovane rifugiato politico fuggito dalla Mauritania, è sorpreso. Grazie alla sua storia, quella del figlio di un ministro africano fucilato nel 2008, finita in un libro, ragazzi dai 15 ai 17 anni di sei istituti scolastici tra Roma e provincia, per un totale di 19 classi, hanno potuto riflettere sul tema dell’immigrazione. Una palestra di integrazione, insomma.

Venerdì 13 maggio, nella sala capitolare del Senato della Repubblica, alla presenza della vicepresidente del Senato Linda Lanzillotta e del senatore Claudio Micheloni, presidente del Comitato per le questioni degli italiani all’estero, Mor Amar ha partecipato all’evento conclusivo del progetto “Confini” organizzato dalla cooperativa Sophia.

Un’idea nobile, nata dall’incontro tra giovani lungimiranti, un editore e un immigrato, che ha dato vita a una cooperativa con l’obiettivo di creare lavoro partendo da principi e temi etici. «Incontro Mor nel 2011 durante il percorso spirituale di don Alessandro Di Medio, Signa Veritatis, in cui si incoraggiava a trovare la propria vocazione – afferma Ruopoli -. A me piaceva l’idea di creare un progetto sociale, così, di fronte a piccole occasioni di lavoro, chiamavo persone che erano all’interno del centro di accoglienza di Castelnuovo di Porto.

Una di queste persone era Mor, che espresse il desiderio di continuare a lavorare insieme; nel 2013 ho scelto, insieme a lui ed alcuni giovani che vivevano con me il percorso spirituale, di creare la cooperativa. Successivamente abbiamo deciso di raccogliere la storia di Mor e di noi ragazzi nel libro “Stronzo Nero”. Partiamo da una parolaccia per arrivare ad una storia, ai numeri e a come, partendo da zero, insieme abbiamo creato una nuova realtà».

Un titolo forte, in grado però di attrarre ed intercettare i ragazzi. Una pluralità di tematiche che tiene incollato il lettore. Da qui l’origine del progetto formativo per le scuole, con risultati sorprendenti per la ricchezza e diversità di tematiche, spunti e sensibilità di ciascuna classe; un florilegio di emotività e linguaggi che dimostra come ciascuno si rapporti diversamente con un libro.

«Siamo riusciti – continua Ruopoli – a far superare nei ragazzi le pericolose associazioni tra immigrazione e minaccia, immigrazione e invasione, immigrazione ed emergenza. Una storia come quella di Mor e della cooperativa non finisce sui giornali. Molti, quando guardano i numeri, si rendono conto che l’immigrazione non rappresenta una minaccia. Le associazioni tra immigrazione e amicizia, lavoro, ricerca della propria vocazione sono meno frequenti, quindi penso che ci sia molto da lavorare nelle scuole per guardare con occhi diversi la realtà». (I. M. Melis)

 

16 maggio 2016