Libia, una nuova operazione per «implementare l’embargo sulle armi»

L’Alto rappresentante Ue Borrel parla di un «accordo politico» raggiunto «all’unanimità». L’operazione Sophia avviata alla conclusione, il 20 marzo

Il Consiglio dei ministri degli Esteri Ue riunito ieri, 17 febbraio, a Bruxelles ha approvato «all’unanimità» un «accordo politico» che mostra il «forte impegno dell’Ue per implementare l’embargo sulle armi alla Libia»,  continuamente violato. Lo ha annunciato ai giornalisti, presentando i risultati dei lavori, l’Alto rappresentante dell’Ue Josep Borrell. «L’operazione Sophia – ha spiegato, intervenendo sul punto più atteso – arriverà alla sua conclusione naturale il 20 marzo, e comincerà una nuova operazione nel Mediterraneo che avrà come primo obiettivo il controllo con forze marittime e di controllo satellitare per rafforzare l’embargo».

Resta da concretizzare il piano dell’operazione – che «non sarà a corto di risorse» – così come è da definire l’area che sarà controllata: Sophia si estendeva lungo tutta la costa libica invece ora il controllo sarà «probabilmente concentrato nella zona costiera orientale da dove provengono le imbarcazioni cariche di armi», ha anticipato Borrell. Non solo. L’operazione avrà anche dei «compiti secondari», in particolare la lotta al crimine organizzato e la formazione. Riguardo alle «preoccupazioni legittime» che questa operazione possa avere una ricaduta sulle migrazioni, ci sarà un «monitoraggio e un regolare rapporto al comando delle operazioni» e se ci sarà il cosiddetto “pull effect”, cioè se la presenza delle navi vicino alle coste farà partire più migranti, ci si ritirerà, ha dichiarato l’Alto rappresentante Ue per gli affari esteri e la politica di sicurezza. Manca ancora il nome della nuova operazione.

A margine dei lavori del Consiglio, è intervenuto anche il ministro degli Esteri italiano Luigi Di Maio. «In Libia stiamo lavorando a un cessate il fuoco duraturo», ha detto. L’Europa «si impegna in una missione aerea, navale e terrestre per bloccare l’ingresso delle armi in Libia. Le navi saranno disposte nella zona est della Libia», che è la roccaforte del generale Khalifa Haftar, in lotta contro l’esecutivo tripolino di Fayez Al-Serraj.

Nella mattinata di lavoro del Consiglio si è parlato anche, più in generale, di rapporti Ue-Unione Africana e si è approvata una tabella di marcia che porterà a lanciare a ottobre una strategia congiunta, Ue-Ua, «per e con l’Africa», ha aggiunto Borrell.

18 febbraio 2020