Lorefice: «Il lievito del Vangelo ha animato l’umanità di Borsellino»

L’arcivescovo di Palermo ha presieduto in cattedrale la Messa in memoria del magistrato e dei 5 agenti della scorso, a 28 anni dalla strage di via d’Amelio

La cattedrale di Palermo ha ospitato ieri, 19 luglio, la Messa in memoria di Paolo Borsellino e dei 5 agenti della scorta, a 28 anni dalla strage di via d’Amelio, in cui hanno perso la vita. A presiedere, l’arcivescovo Corrado Lorefice. «La vicenda di Paolo Borsellino – ha detto il presule –  è stata capace di far levitare il bene fino a noi, di dare speranza a tanti. A cominciare dalla sua amatissima famiglia, dai suoi colleghi di lavoro. Sappiamo che Paolo Borsellino era un credente cattolico praticante che attingeva alla fede, celebrata e alimentata dai sacramenti e dalla lettura della Parola di Dio contenuta nei libri della Bibbia, le motivazioni del suo impegno per la legalità e la giustizia e la sua intelligente e audace lotta alla mafia – ha aggiunto -. Il lievito del Vangelo del Regno ha dato energia e ha animato la sua bella umanità»

Nelle parole di Lorefice, il magistrato «traeva dalla sua relazione con Dio il senso della storia e del suo travaglio, e il significato ultimo della vita». Nella sua omelia, la cifra dell’impegno suo e degli agenti della scorta: «Saper offrire la vita intera e giocarla fino in fondo, fino al martirio, testimoniando e ascoltando la verità, combattendo per la giustizia e la legalità, portando avanti un cambiamento culturale e mentale in virtù dell’amore e, soprattutto, nella speranza del giorno del giudizio di Dio».

Quindi anche dall’arcivescovo è arrivata la richiesta della verità sulla strage. «Poiché ogni logica e ogni potere mafioso, nelle loro diverse articolazioni, sono antievangelici, i cristiani denunciano che anche l’omissione del servizio alla verità sulle ingiustizie e le violenze mafiose è contro il Vangelo», ha detto. Proprio per questo, «il velo che è stato posto come una coltre sulla verità della morte per mano mafiosa di tanti giusti, come Paolo Borsellino e i cinque agenti della scorta, può e deve essere tolto. Solleviamolo oggi, non domani!». Nella consapevolezza che «la verità ripulirà le nebbie, rimetterà in moto i cuori, darà sostegno al bene, porterà la speranza lì dove c’è la rassegnazione, segnerà una nuova alba per il nostro Paese».

20 luglio 2020