Lotta alla povertà, l’altro volto dello sviluppo sostenibile

Se ne parla al convegno di Azione cattolica italiana e Istituto Giuseppe Toniolo. Tra i relatori, Francesco Soddu, direttore Caritas italiana, e il presidente Truffelli

È la Laudato sì il punto di riferimento del convegno su “Povertà e disuguaglianze. Le prospettive internazionali di sviluppo sostenibile”, in programma venerdì 8 novembre dalle 17 nell’Aula Barelli della Domus Mariae (via Aurelia 481). A promuoverlo, la presidenza nazionale dell’Azione cattolica italiana e l’Istituto di diritto internazionale della pace Giuseppe Toniolo. Lotta alla povertà, alle disuguaglianze che ne derivano, e sviluppo sostenibile, è l’assunto di partenza, sono le due facce della stessa medaglia: «L’ambiente umano e l’ambiente naturale si degradano insieme o si salvano insieme – spiegano dalla presidenza di Ac -. Qui sta il punto di forza del quale ha bisogno la leva della razionalità, sia per capovolgere situazioni di ingiustizia ed esclusione che non possono più essere accettate dalla comunità mondiale, sia per cogliere e valorizzare tutte le potenzialità del bene condiviso».

Citando studi recenti, i promotori evidenziano che «non è la scarsità delle risorse che genera la contrapposizione e la lotta tra gli uomini. Piuttosto è vero il contrario: la contrapposizione e la lotta depotenziano le risorse, mentre la condivisione solidale e creativa le moltiplica. In questo quadro la questione dei beni comuni diventa cruciale». Di qui l’invito a costruire «su scala globale» un ordinamento e una strategia d’azione secondo cui «i beni della terra (ambiente, clima, acqua, conoscenza) non appartengono a coloro che per primi se ne impossessano o li sfruttano ma sono destinati a tutti gli uomini».

L’invito allora è ad «allargare il campo e la mente». A ragionare «per futuri possibili, liberando nuove energie e nuove risorse, spostando in avanti vincoli e possibilità. Il magistero di Francesco – osservano dall’Azione cattolica, il suo concetto di “ecologia integrale”, ci viene in aiuto indicando almeno tre grandi sfide da cogliere». La prima è la sfida della «gratuità» come «antidoto alla logica di egoismo e di sfruttamento che caratterizza il nostro tempo». Quindi la sfida della «giustizia, antidoto alle diseguaglianze crescenti nella distribuzione delle risorse, dei diritti, delle possibilità di vita». Da ultimo, la sfida del «perdono», richiesto come «antidoto alla violenza, alla logica della forza che pretende di stabilire e imporre le regole del gioco».

Ne parleranno il presidente dell’Azione cattolica italiana Matteo Truffelli, che porterà il suo saluto, Ugo Villani, presidente del Consiglio scientifico del Toniolo, Antonio La Spina, docente alla Luiss, Isabel Trujillo, dell’Università di Parlermo, e il direttore della Caritas italiana monsignor Francesco Soddu. A fare da filo conduttore, la certezza che «siamo chiamati a grandi cambiamenti culturali, all’assunzione di criteri di giudizio diversi da quelli consueti – la riflessione della presidenza di Ac -. Pace e sviluppo, inteso come avere in funzione dell’essere di ogni uomo e di ogni popolo, possono rappresentare la grande discriminante tra vecchie e nuove strategie politiche, economiche, sociali e ambientali». Gli ultimi, insomma, «hanno bisogno della imprenditoria, della competenza, della scienza, delle abilità dei primi. I primi a loro volta hanno bisogno degli ultimi per trovare un senso alle loro ricchezze materiali e immateriali: l’accumulo fine a se stesso – è la conclusione – non genera una nuova qualità della vita bensì una cultura di disperazione».

6 novembre 2019