L’ultimo saluto a padre Grieco, storico vaticanista dell’Osservatore Romano

Le esequie celebrate nella basilica dei Santi Pietro e Paolo, presiedute dall’arcivescovo Marini, alla presenza dell’elemosiniere apostolico Krajewski

La basilica dei Santi Pietro e Paolo piena, questa mattina, 9 marzo – nel rispetto del distanziamento e delle altre disposizioni imposte dalle normative anti-Covid -, per accogliere e salutare padre Gianfranco Grieco, storico vaticanista dell’Osservatore Romano, venuto a mancare sabato scorso, 6 marzo, dopo una lunga malattia, all’età di 78 anni. Accanto alla nipote e ai familiari, tanti colleghi giornalisti, religiosi francescani e amici hanno voluto partecipare alle esequie, presiedute dall’arcivescovo Piero Marini, con la presenza dell’elemosiniere apostolico il cardinale Konrad Krajewski.

Nato a Barile, in provincia di Potenza, Grieco entrò giovanissimo nell’ordine dei Frati Minori Conventuali e fu ordinato sacerdote nel 1967 dal cardinale Paolo Marella, arciprete della basilica di San Pietro. Una vita votata al giornalismo e al racconto, la sua, che lo ha portato nel 1970 a entrare all’Osservatore Romano e, soprattutto dal ’78 in poi, a seguire come inviato speciale tutti i viaggi apostolici di Giovanni Paolo II, fino a diventare capo servizio del Servizio Vaticano dello stesso giornale. Nato con il nome Mauro, «si chiamò, da frate, Gianfranco», ha spiegato durante l’omelia padre Franco Buonamano, provinciale dei Frati Minori Conventuali della Provincia Serafica di San Francesco dell’Umbria. «Ha voluto mettere così insieme Giovanni, l’apostolo ed evangelista che si chinò sul petto di Gesù e potremmo dire entrò in sintonia col battito del suo cuore, e il nome di Francesco d’Assisi, colui che è stato scelto per sostenere e ricostruire la Chiesa di Cristo, facendolo con gioia».

Padre Gianfranco, nella sua vita, ha sottolineato Buonamano, «ha risposto alla chiamata del Signore, portando avanti la sua vocazione e il suo ministero e annunciando la gioia della fede attraverso la professione, scrivendo come giornalista e pubblicando diversi libri, soprattutto sulle esperienze con Giovanni Paolo II. Chi lo ha conosciuto – ha spiegato – ricorda la gioia e la letizia francescana che trasparivano dai suoi occhi e che caratterizzavano il suo stare insieme alla gente». «Un fiume in piena», tanto nei viaggi al seguito del Papa quanto nella vita redazionale di ogni giorno. Con queste parole – affidate anche alle pagine dell’Osservatore Romano – ha voluto esprimere il suo personale ricordo Gianpaolo Mattei, giornalista e collega di padre Grieco proprio al quotidiano d’Oltretevere, fino al 2007, quando quest’ultimo diventò capo ufficio al Pontificio Consiglio per la famiglia, incarico che ricoprì fino al 2015, prima di diventare, nel 2018, vicario parrocchiale di Santa Dorotea. Per lui «lavorare all’Osservatore Romano era una missione», testimoniata con i suoi modi, la sua voglia di condividere tutto e la sua velocità da vero cronista, tanto che «una sua massima che ci è rimasta dentro era: “Per noi fare presto è già troppo tardi”».

Una cronaca, quella raccontata per anni da padre Gianfranco Grieco, che – come hanno riferito in molti durante i ricordi a conclusione delle esequie – «lui stesso ha saputo trasformare in buona novella, con un giornalismo attento a ciò che davvero conta e attento a ogni lato bello e positivo degli avvenimenti». Come la bellezza e la storicità del viaggio di Papa Francesco in Iraq, tanto sognato dai suoi predecessori che padre Grieco seguì, diventato realtà – coincidenza sottolineata da molti suoi colleghi – «proprio nei giorni in cui ci ha lasciati».

9 marzo 2021