L’Università Cattolica, «spazio di incontro, progettualità e profezia»

Il 4 maggio la 101ª Giornata. L’assistente ecclesiastico generale Giuliodori: «Punto di riferimento culturale». Convegni e dibattiti in tutte le sedi. Il rettore Beccalli: «L’obiettivo finale è una sorta di libro bianco sull’università come laboratorio di speranza»

È da 101 anni che la Giornata per l’Università Cattolica, che si celebrerà domenica prossima, 4 maggio, «accompagna il nostro ateneo, cioè fin dalla sua nascita quale università libera e che quindi non riceve finanziamenti dallo Stato» ma è, invece, «sostenuta dai contributi dei cattolici italiani nella sua crescita e nel suo sviluppo» per il fatto di essere riconosciuta come «un punto di riferimento culturale». A dirlo è il vescovo Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale della Cattolica, sottolineando come la Giornata sia sempre «l’occasione per riflettere su una tematica legata alla missione della Chiesa, in particolare rispetto alla formazione dei giovani».

In sintonia con quest’anno giubilare, il tema scelto per l’approfondimento è “Università laboratorio di speranza”, per guardare all’ateneo come a «uno spazio concreto di dialogo, di incontro, di progettualità e anche di profezia rispetto alle sfide del nostro tempo», sono ancora le parole di Giuliodori. L’università è «generatrice di speranza – considera il presule – laddove offre ai giovani strumenti per favorire la pace, la concordia tra i popoli, la cura dell’ambiente e la sostenibilità» o quando pone l’attenzione «sulle migrazioni e la necessità di costruire ponti e non muri, favorendo così l’accoglienza e il dialogo e la cultura dell’incontro con la valorizzazione delle diversità»; tutti temi, quelli citati da Giuliodori, «per i quali Papa Francesco si è speso molto». Esemplificativo in questo senso è il progetto di social business “A World of 3Zeros, l’imprenditorialità diffusa per le giovani fragilità” che si associa al network internazionale dei 3Zero Club, nato dall’impegno di Muhammad Yunus, l’economista bangladese vincitore del Premio Nobel per la Pace nel 2006. Sostenuto dal Vicariato di Roma in sinergia con la sede romana dell’Università Cattolica, il progetto ha l’obiettivo di creare nuove possibilità imprenditoriali nella Capitale, particolarmente nelle periferie, con i giovani protagonisti attivi nella creazione di imprese sociali.

Infine, il vescovo ricorda «lo speciale legame del Papa, fin dalla sua elezione, con l’Università Cattolica, la prima non statale in Europa e che è stata punto di riferimento per la costruzione del Paese dato l’impegno dei cattolici in politica», perché «aveva la consapevolezza che non si può veicolare il Vangelo, e dunque la nostra speranza in Gesù Cristo, senza passare attraverso la cultura e la comunicazione sociale».

Da parte sua, il rettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore Elena Beccalli in merito alla Giornata sottolinea che «l’iniziativa sulla speranza coinvolge tutti i saperi e tutta la comunità universitaria in una riflessione su un tema cruciale, in questa fase storica caratterizzata da laceranti polarizzazioni. Un percorso che può rappresentare un segno concreto di speranza, come ci invita a fare Papa Francesco nella Bolla di indizione Spes non confundit». Il rettore illustra «l’iniziativa di ateneo» quale «un palinsesto di incontri, voluto dal Senato accademico, inteso a declinare il tema della speranza dai diversi punti di vista disciplinari caratterizzanti la nostra università: dalla medicina alla psicologia, dall’economia al diritto, dalla letteratura alla matematica, fino alle scienze politiche, all’educazione e alle scienze agrarie». Infatti, sono ancora le parole di Beccalli, «in questi mesi in tutte le nostre sedi – Roma, Milano, Brescia, Piacenza e Cremona – ciascuna delle 12 facoltà si sta facendo promotrice di convegni, eventi e dibattiti per raccontare e approfondire in che modo la speranza può essere alimentata nei vari ambiti di competenza». Appare dunque evidente che «l’obiettivo finale è scrivere una sorta di libro bianco sull’università intesa come laboratorio di speranza, continuando, come educatori, a generare speranza e a sensibilizzare le studentesse e gli studenti a fare altrettanto, ciascuno secondo la propria vocazione e sensibilità», conclude Beccalli.

30 aprile 2025