L’uomo, «amministratore responsabile» del creato

L’arcivescovo Fisichella e la presidente della Camera Boldrini a confronto sulla “Laudato si'”. «Eco rifugiati» e caso Grecia: «Qualcosa non va»

L’arcivescovo Fisichella e la presidente della Camera Laura Boldrini a confronto sulla “Laudato si'”. Gli «eco rifugiati» e il caso Grecia: «C’è qualcosa che non va»

«Si tratta, per l’uomo di oggi, di scoprire il vero proprio posto all’interno del creato per non vivere nell’illusione di un ruolo e di un potere che non gli appartiene». L’arcivescovo Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, commenta il testo dell’ultima enciclica di Francesco, quella Laudato si’ dedicata al tema dell’ecologia e che interroga la responsabilità umana nei delitti che quotidianamente feriscono madre natura. L’occasione per analizzare il pensiero ecologico del Papa argentino è nell’incontro tenutosi ieri, mercoledì 15 luglio, a Palazzo Maffei Marescotti, sede dell’Opera romana pellegrinaggi: un confronto a due voci con la presidente della Camera Laura Boldrini preceduto dal saluto del vicepresidente dell’Opera romana, monsignor Liberio Andreatta, e moderato dal giornalista Piero Schiavazzi.

«Come l’uomo si pone dinanzi a se stesso così di conseguenza si pone dinanzi alla natura, agli altri e a Dio – continua Fisichella -. Se egli vive perennemente dell’illusione prometeica, cadrà nella perenne tentazione di voler dominare il creato. Se, invece, prende coscienza del suo ruolo di “amministratore responsabile”, allora la relazione con la natura assume una visione di promozione e protezione di ciò che ha ricevuto come dono da custodire e tramandare». In altre parole, la tesi di Bergoglio è – stando all’interpretazione dell’arcivescovo – che vi sia uno stretto legame tra come l’uomo considera se stesso, detentore cioè di un potere illimitato, e la povertà, che è innanzitutto etica. Crisi ecologica è dunque sinonimo di crisi etica e culturale: il nodo è tutto qui. «Il pensiero di Papa Francesco appare chiaro in proposito: la cultura è anzitutto uno stile di vita e prima di ricorrere ai grandi sistemi di pensiero è determinante puntare sull’esperienza vissuta perché incide nelle relazioni e perché permette di trasformare il pensiero stesso». In finale, «prendere coscienza di questo è la vera “rivoluzione culturale”. Questo è il vero “potere” che l’uomo ha nelle sue mani».

«”Manifesto politico”, “manuale di sopravvivenza” o “viatico”, come invece io la intendo, questa enciclica così irrituale – spiega invece la presidente della Camera, Boldrini – si presta a diverse interpretazioni ma, ad ogni modo, non si rivolge solo ai cattolici e agli uomini di buona volontà. Come dice il Papa, è indirizzata ad ogni persona che abita la terra perché è quella la casa comune». E sarebbe «miope» credere che Francesco «si improvvisi tecnico ambientale. Al contrario, ci dà una descrizione organica del mondo in cui viviamo e anzi fa una cosa originale: collega il degrado sociale al degrado ambientale». Boldrini ricorda come i comportamenti opportunistici dell’uomo abbiano provocato tragedie ambientali e povertà che, a loro volta, hanno prodotto popoli in fuga dalle carestie e dalle guerre per le risorse ambientali. Hanno prodotto cioè “eco rifugiati”, «categoria non contemplata però nella tutela delle convenzioni internazionali».

Eppure «la povertà non esiste per volontà divina ma per disfunzioni del mercato». A tal proposito la Presidente della Camera richiama il “caso Grecia” e denuncia con amarezza: «Temo che queste parole del Papa non sia ancora arrivate a Bruxelles». Prendendo spunto dalle parole di Bergoglio sulla politica prona alle leggi della finanza, la terza carica dello Stato denuncia ciò che sta accadendo nei palazzi dell’Unione europea: «Un Paese come la Grecia è allo stremo delle forze. Il rischio è una austerità non sostenibile a livello sociale. Il pagamento del debito rischia di schiacciare milioni di persone e alla fine si pone anche un problema di tenuta democratica. Quanto possiamo ancora chiedere alle popolazioni? Chiaramente c’è qualcosa che non va e bisogna prenderne atto». Ecco allora benvenute le parole del Papa perché «non è sincero interesse per l’ambiente se non si ha interesse per il degrado umano ed etico».

16 luglio 2015